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Utente: Redrage
Scrivo perché ho memoria e la coltivo scrivendo della mia gente, degli abitanti emarginati dei mie mondi emarginati, delle mie utopie derise, dei miei gloriosi compagni e compagne che, sconfitti in mille battaglie, continuano a preparare i prossimi combattimenti senza paura delle sconfitte.

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venerdì, 16 ottobre 2009

C'è Tempo

Ponti bruciano e si fondono con le ombre, tremolano le vie tra le rive, esse fluttuano dolcemente nell'aria, verso l'alto si levano, trascese, lingue di ali infuocate. I vecchi sogni svaniscono e cambiano di posto aspettando un nuovo giorno, si abbandonano i percorsi di arcane visioni le quali se evocate giacciono negli occhi sotto forma di fiamme ardenti. La porta del tempo era socchiusa, esso più s’accorcia, essa più s’apre per farmi passare, costei era alta un tempo!

Oltre la gabbia dorata della consuetudine, oltre i limiti di spazio e di tempo ogni istante è vivibilmente imminente, fatevi coraggio, amici miei! Andiamo pure sulle colline dove dite che c'è oro; io sono in cerca di avventure e potrete mettere le mani su tutto quel che troveremo perché io vengo solo per il viaggio: potreste continuare per la vostra strada, io andrò per la mia. Non m’interessa se arriveremo o no in tempo, ognuno di noi è in cerca di qualcosa, io troverò gli stimoli lungo la strada sulle montagne, oltre il mare: chissà cosa mi aspetta? Potrei navigare in eterno verso nomi inconsueti, volti e luoghi particolari, quel che adesso devo fare è chiudere i miei occhi per scrutare i gabbiani che vorticano in cieli lontani, tutto quel che vi voglio dire, è di contare su di me per il viaggio, non aspettatevi però che io rimanga. Il Grande Spirito mi ha inviato una terra promessa itinerante, come la vedo io mi sembra bella, ebbene: ne godo le fragranze, l’afferro con entrambe le mani e dirò con semplicità ed umiltà a tutti ciò che sto imparando.   
Redrage

postato da: Redrage alle ore 14:42 | link | commenti (2)
categorie: free riders
domenica, 20 settembre 2009

Hai imparato a volare

In lontananza, un nastro nero
esteso dal punto del non ritorno.
Un volo di fantasia su di un campo spazzato dal vento,
mentre eri solo i sensi hanno vacillato,
un'attrazione fatale ti sta trattenendo con forza.
                                                                                          Non riesci a distogliere gli occhi
dai cieli che girano in tondo,
muto, solo, essere etereo.                                                                                                                               Senza ascoltare avvertimenti,
                                                                                                                                               hai pensato a tutto tu.
Non c'è nessun navigatore ad indicarti la strada di casa,
alleggerito, vuoto e trasformato.
Uno Spirito che sta imparando a volare
determinato nel tentare                                                                                                                                                     legato alla terra dalla propria natura,

Non riesci a distogliere lo sguardo dai cieli che girano in tondo
spiazzato ed ancora terreno.
                                                                                                               Al di sopra del mondo su un'ala, scia di vapore nell'aria vuota,
sopra le nuvole vedi te stesso volare
con la coda dell’occhio bagnato di pianto,
sogno non minacciato dalla luce del giorno
Potrebbe soffiare questo Spirito attraverso il tetto della notte,
non c'è sensazione che si possa confrontare con questa
animazione sospesa, uno stato d'estasi.
Non riesci a distogliere il pensiero dai cieli che girano in tondo
Solo, essere etereo.

Puoi perderti questa notte, guardati dentro: non hai niente da nascondere. Voltati e guarda la luce. Adesso puoi avere tutto ciò che vuoi e lasciarti trasportare, sognare anche camminare sull'acqua. Tutto ciò che vuoi.

La pioggia cade lenta su tutti i tetti dell'incertezza. Hai mormorato un voto di silenzio ed ora non senti neanche più quel che pensavi. Sei stato spinto verso la luce, s’accende la notte con un sorriso. 

L'erba ora è più verde. La luce più brillante. Il gusto più dolce. Circondato da amici. Notti di meraviglia. Rugiada lucente. Acqua corrente. Fiume senza fine.

Hai imparato a volare, Gino per sempre.     Redrage

postato da: Redrage alle ore 20:04 | link | commenti (1)
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mercoledì, 16 settembre 2009

Oltre

Combatto, mi  prendo cura di quel che voglio, accudisco le mie sorelle e i miei fratelli. E’ un mondo così piccolo, loro continuano a dire che è un mondo così piccolo, invece è così abbastanza grande da sentirsi persi, da vagare senza avere amore, da pensare senza avere un cuore e sopravvivere senza avere un'anima. Siamo tutti cambiati rispetto a quel che eravamo, i nostri cuori sono stati spezzati e  lasciati a frantumare nel pavimento. Ho un sogno, una fantasia che mi aiuta ad attraversare la realtà e la mia destinazione  fa valere la pena di spingere attraverso il buio, oltre, ancora un altro miglio. Non ho bisogno di avere altro, non ho bisogno di chiedere di più, non ho bisogno di avere di più.       Redrage

postato da: Redrage alle ore 01:14 | link | commenti (3)
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giovedì, 03 settembre 2009

Hau misunkaku. Hoka Key!



a mio Fratello Giovanni.


Potessi partire con te fratello mio, quante emozioni mi regaleresti! Sono sicuro che il giorno prima il tuo Spirito sarebbe già avvolto da una incommensurabile frenesia, saresti la mia guida, l’esperienza d’insieme m’ammaestrerebbe riguardo a ciò che effettivamente sto ricercando. Insegnami cosa vuol dire camminare lungo una strada silenziosa. Insegnami ancora, avendo sete, sapere aspettare la pioggia. Insegnami a voler sapere cosa vuol dire quando l’ignoto è un’arma di ricatto. Insegnami a vivere l'intera vita in un giorno se è necessario, come per te e  le farfalle è stata proprio la stessa cosa! L'intera vita in un giorno a me basterebbe a saper  volar via dalla gabbia! Insegnami ancora qual è il profumo dell’estate, insegnami del cuore mentre corre e si ferma. Insegnami cosa vuol dire essere senza paure  e cosa vuol dire non avere niente nella mente oltreché tutto l’universo. In questi luoghi vince la legge del più forte confondendo il debole con quello che commette grandi  errori ed il forte con il perfetto. Fratello sto dormendo nella tua mano, sono sicuro che non vedrò più né il viso né la tua simpatia, possiamo essere così selvaggi sia quando amiamo che quando moriamo, per favore lasciami galleggiare, ormai non è più importante il tempo, mi basta sapere che la tua mano è spalancata su tutti i miei pensieri.
Cercherò la spiaggia prima dell'alba,  guarderò la luna e le stelle e dirò a  loro tutto ciò che ho da te imparato.           Redrage

postato da: Redrage alle ore 00:26 | link | commenti (2)
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martedì, 25 agosto 2009

Valori

Per me sono valore gli occhi di un bambino che osservano e il suo respiro che rallenta prima di abbandonarsi al sonno. Reputo valore il semicerchio delle montagne viste dalla pianura in una giornata di aria pulita, lontano, ma così vicino che mi sembra di toccare le cime. Do valore ai miei piedi ed alla strada che riescono a farmi percorrere, all’arte di sapersi adattare alla realtà nella cedevolezza. Stimo un valore voler bene agli amici, il contatto pelle a pelle che dà sicurezza, sapere attendere, anche anni, un cosa desiderata e ridestarmi di fronte alle difficoltà. Considero valore la forza e la furia dell’acqua che nutre la terra, che disseta dalla fatica, che scroscia. E’ valore ascoltare la lentezza nell’alternarsi del buio e della luce, la lentezza del cammino quando il corpo ed il cuore si fanno più leggeri mentre lo Spirito vaga tra i fianchi della mia Montagna.  Reputo valore l'intelligenza e l'arte di tenerla sempre in allenamento, altrettanto la semplicità... in tutto: nel parlare, nel vedere, nel rapporto con gli altri.  Stimo il valore della generosità quando non ha motivazioni di opportunismo, quando essa è  spinta naturale e sostenibile. E’ valore la fermezza del carattere, il coraggio, l'onestà intellettuale e uno spirito critico sempre vigile. Reputo valore l'eccezionalità di una dote, fisica o intellettuale, il sapere amministrare  con onestà tutto ciò che si è riuscito a conquistare con le proprie forze. Do valore alla ricerca ed alla voglia di imparare. Stimo un  valore la spinta a non volersi allineare all’opportunismo degli altri, al sapere camminare da soli... lontano dai gruppi, dai fanatismi. Giudico un valore la lotta per i diritti dei più deboli. E’ valore l'amicizia e la passione senza interessi, l'onestà,  l'armonia dei movimenti, la bellezza delle cose create dall'uomo in rispetto della natura. Per me sono un valore le forme del fuoco, la forza di chiunque abbia la forza di ribellarsi all’ingiustizia. Do valore  alla volontà di non finire mai d'imparare, alla continua ricerca di sé stessi ed a tutte le proprie potenzialità. Giudico un valore prendersi cura della salute propria e quella degli altri. Do valore al corpo, ad un abbraccio condiviso con una persona a cui voglio bene. Considero valore il sogno e il bisogno di sognare,  il legame che si viene a creare tra persone che ne condividono pacificamente obiettivi e realizzazioni. Per me sono valore tutte le passioni e le emozioni che provo, perché queste faranno la differenza quando dovrò decidere dove schierarmi. Considero valore sapermi fermare e riflettere e valorizzare ogni possibilità di pace.. Do massimo valore alla vita di tutti gli esseri di ogni forma, colore, idea, razza.  Datemi anche una sola possibilità.            Redrage

postato da: Redrage alle ore 15:23 | link | commenti (1)
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giovedì, 20 agosto 2009

Coloured

colorati

Chi mi perseguita dovrà avere il coraggio di deporre il suo cuore oltre le sbarre della mia prigione. Dovrà sapere degli uomini resi orfani, dovrà guardare nei loro occhi. Dovrà essere disposto a perdere la sua innocenza sapendo che chi guarda nei miei occhi perde la sua innocenza, perché chi si accinge ad uccidere è già un assassino. Chi mi perseguita è un uomo che ulula, che chiama fratello il branco teso alla caccia dell’agnello. Chi mi perseguita ha reso la mia libertà fuga, la mia lontananza  esilio, il mio corpo ferita. Ma chi mi perseguita deve guardare nei miei occhi neri, deve essere disposto a fare del suo corpo ferita, della sua lontananza  esilio, della sua libertà fuga, perché chi getta il suo sguardo nel buio della notte diviene notte. Non tornerò indietro, i passi, i fiati, le grida quando escono dal nostro sangue  si fanno sangue di tutti, non hanno patrie, paesi, cortili dove riposarsi al fresco degli alberi, ma divengono parole di uomini e infine uomini.       

Viktor Kubati

postato da: Redrage alle ore 17:04 | link | commenti
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mercoledì, 12 agosto 2009

Ambasciatori

L'albatro sta immobile in alto, sospeso nell'aria, giù nel profondo dei flutti, in labirinti di caverne coralline, l'eco di un tempo remoto giunge tremante attraverso le sabbie, sotto il sole ogni cosa mi appare verde;nessuno ci mostra alla terra e nessuno sa dei dove o dei perché, ma qualcosa è all'erta, qualcosa si muove e comincia a salire verso terra. Stranieri passano in strada, per caso due sguardi diversi s’incontrano, ed io sono te, e ciò che vedo sono io, ti prenderò per mano per guidarti nel paese, per aiutarmi a capire meglio cosa posso: nessuno ci chiama a vedere l'alba, nessuno ci può fare abbassare gli occhi, nessuno ci parla, ci cercano in un deserto nessuno ha deciso di volare  intorno al sole. Ogni giorno ti mostri ai miei occhi che si destano, m'inviti guardandomi ad alzarmi, e dal muro, attraverso la finestra, arrivano ondeggiando su ali di raggi di sole milioni di Ambasciatori splendenti del mattino e nessuno la sera prima mi ha cantato ninne nanne e nessuno mi ha fatto chiudere gli occhi per non vedere, così spalanco le finestre e nuoto fino a te, attraverso il cielo dormo solo nel mormorio dell' oscurità, graffiato dalla sabbia caduta dal mio amore per il genere umano. Mi tengo i miei sogni, arrivi a modo tuo ed ogni giorno è il giorno giusto. Quando ascenderai sopra i suoi pensieri, sopra la sua fronte corrugata di paura, al disopra della sua corona, guarderai giù e saprai udire il rumore dei volti di una folla spaventata ed inferocita. Non cammini mai da solo, mai da solo: cammina, prosegui con la speranza nel cuore,e non sarai mai da solo a camminare.        Redrage

postato da: Redrage alle ore 12:11 | link | commenti
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martedì, 04 agosto 2009

Sole panciuto

Quando il vecchio sole panciuto tramonta in cielo, egli chiama a sé gli uccelli del crepuscolo    estivo.  Sole, hai forse deciso di viaggiare ancora? Il suono della musica è nelle mie orecchie: campane lontane. L'erba tagliata di fresco ha un profumo così dolce… Presso la riva del mare tenendoci per mano arrotoliamo i nostri pensieri, essi non fanno più rumore, siediti, sublime compagna. Mentre sollevi i piedi dal terreno ti spingi verso me! Se, mentre cala la notte tiepida, ascolti la melodia argentea d'un tempo misterioso: cantamela! Il vecchio sole panciuto tramonta in cielo e gli uccelli del crepuscolo ci chiamano. Risa di bambini mi risuonano nelle orecchie e l'ultima luce del sole svanisce. E se, mentre cala la notte tiepida, senti la melodia argentea d'un tempo misterioso: cantamela! Il vecchio sole panciuto tramonta in cielo e gli ultimi granelli di sabbia scorrono nella clessidra del tempo. Lunghe ombre scivolano mute sulle orme ancora tiepide, i rumori del giorno si sono sopiti, rimango così incantato a seguire quei riflessi che il Sole non lascia morire.         Redrage  

raggi d

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sabato, 01 agosto 2009

Ragazza d'argento

ragazza dNaviga, ragazza d'argento, naviga! Il tuo tempo sta iniziando a brillare, tutti i tuoi sogni sono in viaggio, guarda come brillano! Se hai bisogno di un amico io sto navigando dietro di te e cullerò la tua mente come un ponte sopra acque agitate cullerò la tua mente.

Espira, di modo che io ti possa inspirare, trattenere, ed ora so che sei sempre stata al colmo dell’ebbrezza ed io canto al colmo dell’ebbrezza. Mentre canto di te, assieme a te, se tutto questo avrà sempre lo stesso sapore, se potrà mai essere ancora così bello l’unica cosa che t’imploro è di promettere di non fermarti quando te lo chiederò. Come l'alba t'affacci sui miei occhi

con quel sorriso che mai l'artista potrà dipingere, mi ricordi poi il mar negli occhi del tramonto

quel luccichio d'onde color d'argento, quel cullarsi armonico d'incanto e d’emozioni. Per tutta la vita ho cercato qualcuno che senta veramente la vita, l'amore, a volte si muore per salvare una speranza che inizia da tante esistenze spezzate, a volte non succede, ma niente è inutile. La notte sogno il giorno, esso arriva e poi finisce, vorrei che questo cielo si aprisse per tutti quelli che non amano nulla. Da certi posti non si torna mai. Interi pezzi di me sono ancora lì. Siamo noi questo piatto di grano, è una sensazione che nasce quando vedo la tua ombra, ragazza d’argento.          Redrage  

postato da: Redrage alle ore 19:29 | link | commenti
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giovedì, 18 giugno 2009

Semi

Sono più che sicuro di quel che sto cercando: è dura consolarmi; capisco chi sto cercando di essere e cosa voglio fare della mia vita, la chiave è essere me stesso, la chiave è ben nascosta sotto la sabbia del mare.

Posso dire ad ogni modo a cosa sto cercando di giocare, posso dire quali regole voglia rompere, pago per questo in tranquillità, segno che i miei demoni si stanno cibando dei semi dell'anima. Il continuo correre mi sta abbattendo, a volte desidererei ricevere dolori a cui sono abituato subire ed a non credere a tutti i sogni concepiti: ho solo bisogno di qualcosa che suoni vero. C’è un buco nell’anima, come un animale senza coscienza, scoramento, chiudo gli occhi e pago il prezzo per un paradiso in cui i  miei demoni si stanno cibando dei semi dell'anima. Non posso nascondere ciò che sento, ciò che so è reale, non mi posso sbagliare, me ne occupo con una preghiera nell’aria, la lascerò lì su un biglietto pieno di speranza: "Tutto ciò che ho sempre voluto, tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno in questa notte buia è qui tra le mie braccia dentro altre braccia.           Redrage

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venerdì, 05 giugno 2009

Tuono sul Monte Nero

Si parla, si scrive, ci si racconta e tutti quelli che oggi ci domandano vorrebbero forse sapere da poche parole la tempesta di sensazioni e di emozioni che sono stati vissuti...solo a pensarci...mi sembra a momenti di essermi rinnovato, lo so, non siamo tutti uguali, ognuno pensa e non tutti sanno o vogliono comunicarlo: ognuno di noi respirava quell'aria, mangiava di quel pane, ammirava i panorami ed ognuno, per conto proprio, godeva di quella compagnia.Con i nostri ricordi manteniamo sempre vivo il sacro fuoco della presenza, la nostra lontananza è un dato di fatto, la vicinanza è ricercata da ognuno con grande disponibilità ed intensità, siamo liberi di agire anche in questo e per questo! Come ci si sente a starsene per conto proprio, con nessuna fissa dimora come sconosciuti, come vagabondi, come giocolieri e clowns che non vogliono ricordarsi di una dura realtà? Io canto e con me gli Spiriti:
Tuono sul Monte Nero, romba come un tamburo, sparano i cannoni e le mitraglie, scoppi stridenti, dovrò dormire lassù, è da dove viene questa strana musica, non ho bisogno di alcuna guida, conosco già la strada e mi sento suo servitore sia di notte che di giorno, mi dimenticherò di me stesso, andrò fuori e vedrò cosa hanno bisogno gli altri. Tuono sul Monte Nero, rotola fino al suolo, dovrò alzarmi presto dalla mia buca e percorrere quella difficile strada in discesa, tuono sul Monte Nero, forte come può essere un malvagio tornado, esso sta piombando sopra di me, sembra che stia per accadere qualcosa di brutto, meglio afferrare la mia sorte, tutti se ne vanno ed anch'io me ne voglio andare: non voglio rischiare la mia sorte.
Redrage


postato da: Redrage alle ore 19:33 | link | commenti
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mercoledì, 27 maggio 2009

Road Book

La mia vita è popolata di mostri, quelli che non fanno paura, essi si mostrano, mi camminano accanto, mi proteggono da ciò che mi arriva dall’esterno ed a volta anche da me stesso.  Uno di essi è Redrage, quello che non mi lascia mai, mi corregge, egli non è sdoppiamento di me stesso,  né il frutto di una complessa personalità. Redrage è lo sciamano, la natura dell’uomo vissuto e che la mia coscienza non ha sepolto e che si ridesta in aiuto contro l’imperante razionalità, il tornaconto, gl’interessi materiali, il dualismo del sì e del no, senza prospettive. Tre uniche parole: segui il tuo istinto.  Il mio viaggio è ormai alla fine,  pochi chilometri mi separano da tutto ciò che comporta casa, focolare,  il trascorso si svolge nella mente, lampi come flash-back che procedono all’incontrario come una matassa di filo  che s’ingrossa scucendo il vestito già fatto, noi siamo forse questo un vestito confezionato? Il viaggio ha un senso solo se si vede non nell’ottica di una finalità bensì in funzione della scelta dei  percorsi. Quello che ci proponevamo era la raccolta dei fondi a favore dei bambini ricoverati:  un contenitore di grande bellezza, ma come non si  può chiudere l’acqua dell’oceano dentro il bicchiere, la terra in un podere, l’aria nei polmoni, il fuoco sacro  ha bisogno dell’ossigeno della solidarietà per bruciare ed illuminare il cammino. Ogni giorno c’è sempre qualcuno da aiutare, qualcuno che annega  caduto giù dai barconi nel mare dell’indifferenza. Molto spesso avviene che nessuno domanda aiuto perché abbiamo occluso le nostre orecchie con le mani. E’ proprio così! Ci facciamo mancare le occasioni del viaggio, rinchiusi dentro tanti castelli dorati, sordi e ciechi e storpi, mali procurati per nostra espressa volontà, mentre lì fuori esiste tutto il mondo colorato dell’umanità, della natura e di tutte le sue specie: i sassi, le trincee, le malattie e le guerre, la mano che stringe un’altra mano, le labbra che si appoggiano suggellando una cara amicizia, il tradimento, la lealtà del fratello, l’appuntamento ed il rispetto della libertà. A cosa, a chi appartiene la razionalità? Non so, debbo ancora chiedermelo, ma non voglio imparare se non riesco a volare senza spazi e tempo non riuscirei a capire perché mio fratello è venuto a prendermi allo sbarco, perché mio fratello mi ha accolto a casa sua tra la sua famiglia, perché tutti mi hanno accolto, alloggiato, nutrito, perché io stesso sono io qui a raccontare tutto ciò che è irrazionale, che è primordiale e che non sarà mai spettacolare, il suo dolce ricordo appartiene a me e con chi ne ha condiviso lo splendore dei sentimenti.

Strade solcate dalle moto, come il fiume Isonzo solca la natura di quei monti dalle mille tonalità di verde, ne ho gli occhi pieni, sento il rombo dei motori che non ricordano quella del cannone e della disfatta dell’umanità innanzi alla decisione di applicare la guerra come la risoluzione dei problemi. La guerra non è irrazionalità, vorrebbero che fosse considerata così, essa è bieco calcolo ed immondo interessato raziocinio. Non esiste una guerra giusta, solo guerra di conquista, non esiste onorare gli aggressori come le vittime, esistono però le piccole storie di uomini semplici mandati a morire con il terrore negli occhi, esistono fucili, cannoni e mitraglie, il sibilo di pallottole, esiste l’amico che cade accanto, il nemico che t’intima di arrenderti e non te lo fai ripetere due volte, lì sul Monte Corno (Nero). Nonno, hai salvato la tua vita, povera, scarpe di cartone, scavi di fortuna, i generali ti avevano insegnato a farti la tomba, all’occorrenza bastavano poche palate e lì dentro ci saresti stato per sempre, ma poi a chi importa se continuano i massacri? Se fosse stato d’insegnamento tu avresti scelto di cadere, è successo a molti e sono stati traditi da qualcun altro che ha creduto razionalmente di decidere per tutti. Non per me!

Pilamayea a tutti, a quelli che c’erano, a coloro che ci sono, a coloro che leggono queste poche parole, voi avete donato un’occasione di riscatto ad un mondo che ha dimenticato la fratellanza, a me l’occasione che cercavo e che ho trovato.

Redrage
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martedì, 12 maggio 2009

Perché sei così malinconica? Perché hanno venduto i tuoi sogni? Hai deciso: vai via?

Sono fuggiti i colombi, le parole tacciono, sono appassite le rose, si sono spente le stelle. Perché sei così malinconica? Perché hanno venduto i tuoi sogni? Verrà la primavera e l’estate ridiverrà bella, canteranno di nuovo gli uccelli e terminerà questa lunga notte a cui mi accingo.

Luce sono le tue trecce ornate di diamanti o sposa del mare, sogni  sul suono delle onde , sei tu la più amata. Distacco. Per questo tanta tristezza!

Come l’alba dentro i vicoli, mi sorprende il tuo calore mentre scivoli da me. L’immagine di te che il desiderio non fa spegnere, che fa impazzire gli dei, svanisce negli attimi in cui non ti avrò. Io dove sarò? Tu dove sarai? L’amore raccoglie la guerra che è parte dell’uomo e che mi separerà da te. Luce sono le sue trecce ornate di diamanti o sposa del mare, siamo stati insieme vicini per vedere se le stelle hanno il profumo della dignità e la speranza degli amanti. Ti veste soltanto la luce, astratta fontana di luce, sognata in un lunghissimo istante, ti porterai lontano da qui. Sapere che il tutto è Uno, sentire che l'Uno è il Tutto, tra di noi c'è solo l'io che mi tiene lontano da te.     Redrage

postato da: Redrage alle ore 14:01 | link | commenti (1)
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domenica, 03 maggio 2009

Amore con lingue di fuoco

Dentro la mia notte, così breve, così impetuosa di vento, le foglie si ritrovano.

La mia notte è breve e piena di un'angoscia devastatrice. Alla disperazione sono abituato, ne sento il respiro nelle tenebre. Io guardo meravigliato questa felicità, ascoltala anche tu, ne senti il respiro nelle tenebre? Ora, nella notte, qualcosa sta passando, e la luna rossa è in allarme. E appese a questo tetto, che ogni momento rischia di cadere, le nuvole attendono il momento della pioggia,un momento e subito dopo... nulla più. Dietro questa finestra la notte trema e la terra smette di girare.

Oh il tuo corpo... le tue mani sono come un ardente ricordo, si posano tra le mie mani innamorate. Affidami le tue labbra sazie del calore della vita, mai sazie alle carezze delle mie labbra innamorate. Sento come un fuoco, ah! Sono così innamorato di te, sogno di angeli che tengono a bada il male. L'amore è luce, spaventa il buio per allontanarlo. Sono così innamorato di te, fa’ dell' amore la mia meta. L’amore è forza, fiamma sul desiderio acceso, amore con lingue di fuoco, fa’ dell' amore la mia meta.

Quando le cose vanno male ci sarò io col mio amore che sfida la morte per te.

Lascia te stessa d’essere per me bella, luccicante d’amore e fiori, andiamo o sublime come amanti che s’intrecciano. L'amore è pericolo, l'amore è piacere, l'amore è energia che scorre dentro, l’amore è puro! O unico tesoro sono così innamorato di te.

L'amore è una forza superiore, è una colomba grata al cielo, fiamma sul desiderio acceso.  

Redrage

postato da: Redrage alle ore 20:59 | link | commenti
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domenica, 26 aprile 2009

Notti come quel mattino

Seguendo il sentiero che conduce

verso l'oscurità, nel sud,

volti di esausti migranti mostrano speranza

e mi accolgono tra loro:

se vuoi restare per un po'

riposa le tue membra indolenzite per un po',

la notte è invitante

ed ora non puoi temere.

Ascolto il richiamo di uccelli notturni

non riesco ad afferrarne le parole,

mi sono accorto di essere in un bosco

lontano dalla strada.

Vaghe fosche creature strisciano

e si mettono accanto,

con essi tendo il capo

ed ascolto il rombo di una guerra lontana

che alle orecchie si fa sempre più lieve:

la follia era e deve finire lì!

Fratello ti dico:

"Lancia i tuoi pensieri indietro di anni

al tempo in cui l'amore era vita di ogni mattino.

Verrà un giorno in cui le notti di fuga

saranno come quel mattino".

Redrage
postato da: Redrage alle ore 14:13 | link | commenti
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venerdì, 10 aprile 2009

viaggianti migranti

in vita"Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria, col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi, per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità,di verità".                                              Fabrizio De Andrè

 

 

“Darsi un contegno”: è un’espressione che esiste solo nel vocabolario del nostro paese. Un paese che più di tutti ha permesso, “dandosi un contegno”, coprendo menzogna su menzogna, che rimanesse nascosta la sua violenza profonda.

I viaggianti migranti mi raccontano che è stato veramente atroce quello che hanno vissuto, essi, essendo stati i reali attori della tragedia di quei momenti, mi hanno dato testimonianza di aberranti trascorsi, Essi mi  hanno fatto però questo dono: "Chi non viaggia non conosce il valore degli uomini". In quei  giorni, in quelle notti siamo arrivati tutti insieme in quei luoghi, ero pronto per provare e condividere ogni cosa.  Volevo però uscire al più presto da lì, vedere la luce dei campi senza le macerie ammassate dall'indifferenza degli uomini. Aria, chiedevo, aria, aria, aria.  Chi ha detto che il lavoro, lo studio, la vita di un viaggio debbano diventare guerra con tutti questi morti? Perché tanti parlano di salute e sicurezza e del tempo, mentre del tempo che scandisce la vita non sanno nulla? Noi tutti abbiamo perso il senso del  tempo, della bellezza, l’espansione del tempo e della vita. Il Sud del mondo è contrapposto ad un mondo di plastica. E’ per la stessa ragione che quando incontro i viaggianti, cerco sempre gente comune, i loro pensieri e le loro anime, quelli che fanno la storia e non si troveranno mai sui libri di scuola. Rimango attratto da quelli che non consumano, bensì da coloro che producono sudore, ideali , sogni: vita. Nei loro paesi essi erano fabbri, massaie, pescatori ed anche vagabondi, sono loro che cerco e che danno un significato al mio patire. Sia ben chiaro, io non invento niente, sono loro le voci che raccontano di speranze e di paure, del dolore dei protagonisti di tragici eventi, racconti che sembrano spezzati, mescolati, nomi che non cambiano l’età,  le facce, le azioni.  Non voglio né spettacoli né eroi, non li vogliamo, soprattutto da parte di coloro i quali hanno raccontato le loro storie a me. Vogliamo ricordare, invece. Dobbiamo ricordare!

Non sappiamo se e quando si vincerà la battaglia contro le morti di questa guerra, di questa infamia, sappiamo però che non servono le leggi di segregazione, perché esiste quella dell’uomo… ci vorrà di più, dovremmo essere di  più, con più forze, più idee. Ci vuole cultura, quella vera, non quella inventata da chi rende palese uno spudorato razzismo.

 
dalla prefazione del  "Una leonessa in Senegal", libro scritto da Peppe Sessa
http://www.unaleonessainsenegal.com


    Redrage

postato da: Redrage alle ore 10:48 | link | commenti (3)
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mercoledì, 25 marzo 2009

stelle

stelleCome ognuno che naviga qui

ogni sera guardo l'orizzonte

se la brezza diventa bufera

ci sorprende da sempre così.

Inizio a sognare:

ci siamo noi due,

affondiamo senza respirare,

ti protegge una coperta,

niente sembra farti bene,

non vuoi più sapere,

non vuoi più rialzarti

così non potrai più cadere.

Mi risveglio, vene,

qualcosa ti scorre lì dentro, lo sento

e mi tranquillizzo.

Scrivo da questa spiaggia,

sei appena uscita dal mare,

finalmente un cielo in testa in cui guardare,

e dovunque mi giri stelle,

una di quelle si fa cercare

e si fa indicare da te.

Luci delle guance,

a milioni di anni da qui

c'è una stella,una stella soltanto

ti assomiglia se ridi così.

Spiaggia in cui cadere

appena uscita dal buio,

finalmente un cielo in testa,

e dovunque mi volti: le stelle.

 Ho visto solo stelle buone sulla tua pelle,

se tornerai domani saprò darti quelle perse,

lascerò che tutte rimangano sospese

fin quando non le cercheremo a rivedere.          

Redrage

postato da: Redrage alle ore 17:17 | link | commenti
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sabato, 14 marzo 2009

...e si va...