Sapersi riconoscere nel tutto. Fratellanza e Rispetto.
Mi sento a casa avrei dovuto saperlo, entrando qui, dal mio primo respiro.
L’amore ha bisogno di essere diverso tra diversi, l'amore ha bisogno dei suoi martiri, l’amore ha bisogno dei suoi sacrifici, viviamo per la sua bellezza, paghiamo per i suoi vizi, l’amore sarà la morte di noi solitari fratelli spirituali, il nostro Spirito continuerà a vivere nel cuore di tutti coloro che amano. Redrage
Potessi partire con te fratello mio, quante emozioni mi regaleresti! Sono sicuro che il giorno prima il tuo Spirito sarebbe già avvolto da una incommensurabile frenesia, saresti la mia guida, l’esperienza d’insieme m’ammaestrerebbe riguardo a ciò che effettivamente sto ricercando. Insegnami cosa vuol dire camminare lungo una strada silenziosa. Insegnami ancora, avendo sete, sapere aspettare la pioggia. Insegnami a voler sapere cosa vuol dire quando l’ignoto è un’arma di ricatto. Insegnami a vivere l'intera vita in un giorno se è necessario, come per te e le farfalle è stata proprio la stessa cosa! L'intera vita in un giorno a me basterebbe a saper volar via dalla gabbia! Insegnami ancora qual è il profumo dell’estate, insegnami del cuore mentre corre e si ferma. Insegnami cosa vuol dire essere senza paure e cosa vuol dire non avere niente nella mente oltreché tutto l’universo. In questi luoghi vince la legge del più forte confondendo il debole con quello che commette grandi errori ed il forte con il perfetto. Fratello sto dormendo nella tua mano, sono sicuro che non vedrò più né il viso né la tua simpatia, possiamo essere così selvaggi sia quando amiamo che quando moriamo, per favore lasciami galleggiare, ormai non è più importante il tempo, mi basta sapere che la tua mano è spalancata su tutti i miei pensieri. Cercherò la spiaggia prima dell'alba, guarderò la luna e le stelle e dirò a loro tutto ciò che ho da te imparato. Redrage
Chi mi perseguita dovrà avere il coraggio di deporre il suo cuore oltre le sbarre della mia prigione. Dovrà sapere degli uomini resi orfani, dovrà guardare nei loro occhi. Dovrà essere disposto a perdere la sua innocenza sapendo che chi guarda nei miei occhi perde la sua innocenza, perché chi si accinge ad uccidere è già un assassino. Chi mi perseguita è un uomo che ulula, che chiama fratello il branco teso alla caccia dell’agnello. Chi mi perseguita ha reso la mia libertà fuga, la mia lontananza esilio, il mio corpo ferita. Ma chi mi perseguita deve guardare nei miei occhi neri, deve essere disposto a fare del suo corpo ferita, della sua lontananza esilio, della sua libertà fuga, perché chi getta il suo sguardo nel buio della notte diviene notte. Non tornerò indietro, i passi, i fiati, le grida quando escono dal nostro sangue si fanno sangue di tutti, non hanno patrie, paesi, cortili dove riposarsi al fresco degli alberi, ma divengono parole di uomini e infine uomini.
Viktor Kubati
Naviga, ragazza d'argento, naviga! Il tuo tempo sta iniziando a brillare, tutti i tuoi sogni sono in viaggio, guarda come brillano! Se hai bisogno di un amico io sto navigando dietro di te e cullerò la tua mente come un ponte sopra acque agitate cullerò la tua mente.
Espira, di modo che io ti possa inspirare, trattenere, ed ora so che sei sempre stata al colmo dell’ebbrezza ed io canto al colmo dell’ebbrezza. Mentre canto di te, assieme a te, se tutto questo avrà sempre lo stesso sapore, se potrà mai essere ancora così bello l’unica cosa che t’imploro è di promettere di non fermarti quando te lo chiederò. Come l'alba t'affacci sui miei occhi
con quel sorriso che mai l'artista potrà dipingere, mi ricordi poi il mar negli occhi del tramonto
quel luccichio d'onde color d'argento, quel cullarsi armonico d'incanto e d’emozioni. Per tutta la vita ho cercato qualcuno che senta veramente la vita, l'amore, a volte si muore per salvare una speranza che inizia da tante esistenze spezzate, a volte non succede, ma niente è inutile. La notte sogno il giorno, esso arriva e poi finisce, vorrei che questo cielo si aprisse per tutti quelli che non amano nulla. Da certi posti non si torna mai. Interi pezzi di me sono ancora lì. Siamo noi questo piatto di grano, è una sensazione che nasce quando vedo la tua ombra, ragazza d’argento. Redrage
Sono più che sicuro di quel che sto cercando: è dura consolarmi; capisco chi sto cercando di essere e cosa voglio fare della mia vita, la chiave è essere me stesso, la chiave è ben nascosta sotto la sabbia del mare.
Posso dire ad ogni modo a cosa sto cercando di giocare, posso dire quali regole voglia rompere, pago per questo in tranquillità, segno che i miei demoni si stanno cibando dei semi dell'anima.
Si parla, si scrive, ci si racconta e tutti quelli che oggi ci domandano vorrebbero forse sapere da poche parole la tempesta di sensazioni e di emozioni che sono stati vissuti...solo a pensarci...mi sembra a momenti di essermi rinnovato, lo so, non siamo tutti uguali, ognuno pensa e non tutti sanno o vogliono comunicarlo: ognuno di noi respirava quell'aria, mangiava di quel pane, ammirava i panorami ed ognuno, per conto proprio, godeva di quella compagnia.Con i nostri ricordi manteniamo sempre vivo il sacro fuoco della presenza, la nostra lontananza è un dato di fatto, la vicinanza è ricercata da ognuno con grande disponibilità ed intensità, siamo liberi di agire anche in questo e per questo! Come ci si sente a starsene per conto proprio, con nessuna fissa dimora come sconosciuti, come vagabondi, come giocolieri e clowns che non vogliono ricordarsi di una dura realtà? Io canto e con me gli Spiriti:
La mia vita è popolata di mostri, quelli che non fanno paura, essi si mostrano, mi camminano accanto, mi proteggono da ciò che mi arriva dall’esterno ed a volta anche da me stesso. Uno di essi è Redrage, quello che non mi lascia mai, mi corregge, egli non è sdoppiamento di me stesso, né il frutto di una complessa personalità. Redrage è lo sciamano, la natura dell’uomo vissuto e che la mia coscienza non ha sepolto e che si ridesta in aiuto contro l’imperante razionalità, il tornaconto, gl’interessi materiali, il dualismo del sì e del no, senza prospettive. Tre uniche parole: segui il tuo istinto.
Strade solcate dalle moto, come il fiume Isonzo solca la natura di quei monti dalle mille tonalità di verde, ne ho gli occhi pieni, sento il rombo dei motori che non ricordano quella del cannone e della disfatta dell’umanità innanzi alla decisione di applicare la guerra come la risoluzione dei problemi. La guerra non è irrazionalità, vorrebbero che fosse considerata così, essa è bieco calcolo ed immondo interessato raziocinio. Non esiste una guerra giusta, solo guerra di conquista, non esiste onorare gli aggressori come le vittime, esistono però le piccole storie di uomini semplici mandati a morire con il terrore negli occhi, esistono fucili, cannoni e mitraglie, il sibilo di pallottole, esiste l’amico che cade accanto, il nemico che t’intima di arrenderti e non te lo fai ripetere due volte, lì sul Monte Corno (Nero). Nonno, hai salvato la tua vita, povera, scarpe di cartone, scavi di fortuna, i generali ti avevano insegnato a farti la tomba, all’occorrenza bastavano poche palate e lì dentro ci saresti stato per sempre, ma poi a chi importa se continuano i massacri? Se fosse stato d’insegnamento tu avresti scelto di cadere, è successo a molti e sono stati traditi da qualcun altro che ha creduto razionalmente di decidere per tutti. Non per me!
Pilamayea a tutti, a quelli che c’erano, a coloro che ci sono, a coloro che leggono queste poche parole, voi avete donato un’occasione di riscatto ad un mondo che ha dimenticato la fratellanza, a me l’occasione che cercavo e che ho trovato.
Seguendo il sentiero che conduce
verso l'oscurità, nel sud,
volti di esausti migranti mostrano speranza
e mi accolgono tra loro:
se vuoi restare per un po'
riposa le tue membra indolenzite per un po',
la notte è invitante
ed ora non puoi temere.
Ascolto il richiamo di uccelli notturni
non riesco ad afferrarne le parole,
mi sono accorto di essere in un bosco
lontano dalla strada.
Vaghe fosche creature strisciano
e si mettono accanto,
con essi tendo il capo
ed ascolto il rombo di una guerra lontana
che alle orecchie si fa sempre più lieve:
la follia era e deve finire lì!
Fratello ti dico:
"Lancia i tuoi pensieri indietro di anni
al tempo in cui l'amore era vita di ogni mattino.
Verrà un giorno in cui le notti di fuga
saranno come quel mattino".

"Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria, col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi, per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità,di verità". Fabrizio De Andrè
“Darsi un contegno”: è un’espressione che esiste solo nel vocabolario del nostro paese. Un paese che più di tutti ha permesso, “dandosi un contegno”, coprendo menzogna su menzogna, che rimanesse nascosta la sua violenza profonda.
I viaggianti migranti mi raccontano che è stato veramente atroce quello che hanno vissuto, essi, essendo stati i reali attori della tragedia di quei momenti, mi hanno dato testimonianza di aberranti trascorsi, Essi mi hanno fatto però questo dono: "Chi non viaggia non conosce il valore degli uomini". In quei giorni, in quelle notti siamo arrivati tutti insieme in quei luoghi, ero pronto per provare e condividere ogni cosa. Volevo però uscire al più presto da lì, vedere la luce dei campi senza le macerie ammassate dall'indifferenza degli uomini. Aria, chiedevo, aria, aria, aria. Chi ha detto che il lavoro, lo studio, la vita di un viaggio debbano diventare guerra con tutti questi morti? Perché tanti parlano di salute e sicurezza e del tempo, mentre del tempo che scandisce la vita non sanno nulla? Noi tutti abbiamo perso il senso del tempo, della bellezza, l’espansione del tempo e della vita. Il Sud del mondo è contrapposto ad un mondo di plastica. E’ per la stessa ragione che quando incontro i viaggianti, cerco sempre gente comune, i loro pensieri e le loro anime, quelli che fanno la storia e non si troveranno mai sui libri di scuola. Rimango attratto da quelli che non consumano, bensì da coloro che producono sudore, ideali , sogni: vita. Nei loro paesi essi erano fabbri, massaie, pescatori ed anche vagabondi, sono loro che cerco e che danno un significato al mio patire. Sia ben chiaro, io non invento niente, sono loro le voci che raccontano di speranze e di paure, del dolore dei protagonisti di tragici eventi, racconti che sembrano spezzati, mescolati, nomi che non cambiano l’età, le facce, le azioni. Non voglio né spettacoli né eroi, non li vogliamo, soprattutto da parte di coloro i quali hanno raccontato le loro storie a me. Vogliamo ricordare, invece. Dobbiamo ricordare!
Non sappiamo se e quando si vincerà la battaglia contro le morti di questa guerra, di questa infamia, sappiamo però che non servono le leggi di segregazione, perché esiste quella dell’uomo… ci vorrà di più, dovremmo essere di più, con più forze, più idee. Ci vuole cultura, quella vera, non quella inventata da chi rende palese uno spudorato razzismo.
Redrage
Come ognuno che naviga qui
ogni sera guardo l'orizzonte
se la brezza diventa bufera
ci sorprende da sempre così.
Inizio a sognare:
ci siamo noi due,
affondiamo senza respirare,
ti protegge una coperta,
niente sembra farti bene,
non vuoi più sapere,
non vuoi più rialzarti
così non potrai più cadere.
Mi risveglio, vene,
qualcosa ti scorre lì dentro, lo sento
e mi tranquillizzo.
Scrivo da questa spiaggia,
sei appena uscita dal mare,
finalmente un cielo in testa in cui guardare,
e dovunque mi giri stelle,
una di quelle si fa cercare
e si fa indicare da te.
Luci delle guance,
a milioni di anni da qui
c'è una stella,una stella soltanto
ti assomiglia se ridi così.
Spiaggia in cui cadere
appena uscita dal buio,
finalmente un cielo in testa,
e dovunque mi volti: le stelle.
Ho visto solo stelle buone sulla tua pelle,
se tornerai domani saprò darti quelle perse,
lascerò che tutte rimangano sospese
fin quando non le cercheremo a rivedere.
Redrage
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