Sapersi riconoscere nel tutto. Fratellanza e Rispetto.
Mandate a quel paese quelli che vi dicono che siete il futuro. Non c’è alcun futuro: voi siete l’unico presente. Dovete iniziare a ragionare altrimenti non ci sarà alcun futuro non c’è più spazio per il pensiero, libero o meno che sia.
Il muro di Berlino non è mai caduto. Quello era un falso. Il vero muro è quello che divide chi ha da chi non ha. Si parla tanto di globalizzazione ma siamo in mano al neo-liberismo più sfrenato, assoluto. 300 o 400 famiglie hanno in mano i soldi di tutto il mondo e ci governano. Questa non è democrazia! Il 20% del mondo prende per sé tutto. E gli altri? Metà della popolazione mondiale vive con meno di 1 dollaro al giorno. Ecco lo stile di vita del 20% della popolazione mondiale, milioni di euro spesi per le guerre per difendere quello stile di vita. Queste cose in tv, nei giornali, non passano. Non si dicono. Non devono sapersi! Redrage
La vita è un bene prezioso da sapere centellinare, da apprezzare non solo quando la propria o l'altrui salute viene minata inesorabilmente. Al risveglio si spalancano gli occhi e si immette il primo respiro consapevole e ristoratore, non avendo ancora collegato interamente il divenire, le necessità e le incombenze. Hai scordato il nemico sotto forma di malattia, ti ricordi solo degli affetti e del tocco del tuo cuscino.Mi hai abbracciato, lì alla stazione mi hai donato l’amore per tuo padre, l’ho dentro di me e ne conservo gli umori. Pilamiya Sorella mia, notte insonne, nell’aspettativa di questo incontro lì davanti a tutto un mondo colorato, non mi hai lasciato da allora; mi accompagni sempre con la tua mano. Abbracciami Sorella mia, ecco l’odore dei miei sogni.
a Steve
Spartite le acque del mio dolore, oggi come ieri senza misura, senza ascolto, io venni pecora nera carica di desideri in un deserto senza erba a morire.
Ci sono stati uomini la cui vita è stata raccontata sulle pagine di storia come valore di un bene inestimabile, insostituibili, essi hanno denunciato la corruzione del sistema; uomini che sono stati mandati a combattere la guerra di faide e dell’onorata società le quali hanno reso questa terra un’ isola di sangue, che, tra tante e molteplici bellezze, massacra i propri figli e figlie, generazioni costrette a non guardare o a parlare a bassa voce, a spegnere la luce dei sentimenti, a dovere commentare con distacco ogni pallottola nell'aria, oppure il cadavere in un fosso. Ci sono stati uomini che hanno lasciato un segno di coraggio e di impegno, di dedizione contro la malavita organizzata: cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro? è nostra... la libertà di dire e di fare, sono nostri gli occhi fatti per guardare, la bocca per parlare, le orecchie per ascoltare...e non solo la musica. La testa deve ragionare, essa a volte condanna, ma anche perdona, molto più semplicemente, prova a pensare decidendo dopo un attimo di più, col cuore tra le mani. Alcuni di quegl’uomini sono morti giovani, consapevoli che le loro idee sarebbero rimaste intatte come semi nei tempi, come parole dette ad ognuno di noi, come i piccoli miracoli che vediamo ogni giorno: testimonianze di uguaglianza, di educazione, aperte contrapposizioni contro colui che eserciti oppressione verso il suo simile, verso il più debole, contro chi sotterra la propria coscienza tra i piloni di cemento. Ci sono uomini che continuano a rimboccarsi le mani, nonostante che intorno sia stato tutto bruciato, perché, in fondo, questa vita non ha significato se si continua ad avere paura del confronto e di esporre se stessi solo per dire, solo per fare. Gli uomini passano, ma nessuno potrà fermare mai la mia convinzione che la giustizia non è un'illusione, che vi possa essere fratellanza tra noi, che i giovani figli di questa terra non debbano più andare via per lavorare.
Ormai appartieni alla nuda terra.
Fontane di fuoco rischiarano la notte,
la luna, falce sottile, appena oscurata,
rimane immersa a metà del bagnasciuga.
Chiedi pure alla Terra,
amorevole madre, di nutrirti adesso:
abbracciala, abbracciami, abbracciati!
Un fiore ti sboccia tra le mani,
i lapilli sfiancano il monte,
muto espando il mio tempo
alla ricerca dell’uomo da salvare,
abbiamo tutti bisogno di essere salvati.
Stringo il calore terreo di una mano ormai radice,
cingendoti di me, ti rivesto del mio saluto
viaggiatore migrante della notte.
Alla notte la sua mamma l’ha baciato rimboccandogli le coperte. Mentre ha sorriso le ha chiuso gli occhi baciandola sulla fronte e lei: "Figlio mio, io ti amo anche se ti dissi che sarei stata con te tutta la vita, e che non ti avrei lasciato solo neppure per un attimo! Non ti ho mai lasciato... I giorni in cui hai visto solo un'orma sulla sabbia, sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio. Allontana la malinconia, abbiamo tutti bisogno di risposte e d’amore, di tutti i tesori speciali in tuo possesso, ce n’è uno in particolare: un dono d’amore."
Anime dannate, dannati su due ruote,
storie diverse, unici, asfalto,
negli occhi orizzonti lineari,
ruvidi sogni smossi da sonno inquieto.
Pietre taglienti giacciono ai lati,
ammiccanti per una dolce fine,
felici di una spirituale "razza strana".
Ho imparato da voi il valore dell'amicizia,
della condivisione, della fratellanza e
del sapersi riconoscere nel Tutto.
Sostenuti dalla follia dell'equilibrio,
lucenti se il sole splende,
curvi sotto la pioggia sferzante.
Nei nostri sogni siamo
ovunque, senza parole,
solo il tocco di una mano.
Le parole a volte sono come pietre taglienti. Matteo 16 anni era un adolescente di un'adolescenza che oggi è una generazione senza un domani! Ucciso dalle parole di altri adolescenti. L’ età più bella della nostra vita è stata rimossa in un anticipato adultismo, da un’adolescenza forzata. Non è questione di censura né di freni inibitori, è solo frastuono di comunicazioni, di visioni e sensazioni che li vogliono più adulti! Qualcuno ha giocato una carta studiata a tavolino: si è scoperto che se l’adolescente diventa consumatore, è più controllato e con una grande voglia di spendere. Mettiamoci tutti in gioco! Specialmente chi facilmente si scandalizza, chi non si sposta di un centimetro dalle consolidate abitudini e teorie della gestione dei rapporti umani. I tanto decantati maestri di vita sappiano che nell’inconscio l’uomo è molto più immorale di quanto non sappia o non voglia ammettere, ma contemporaneamente, è molto più morale di quanto non sappia. Con le idee e con i fondamentalismi religiosi non si può e non si deve combattere una battaglia che, per molti versi, sarebbe già persa se non si agisse su fatti concreti e su reali bisogni. Mettersi in gioco assume un significato di serio lavoro sull'appropriazione dei valori, nel rispetto per chi è più debole, nella condivisione di chi prova sofferenza, nell’insegnamento del riconoscere i propri limiti. Il desiderio per qualcosa non ottenuta non deve generare dolore, anzi percorrere la via dell’impegno, generi soddisfazioni ancora più grandi degli stessi risultati.
"Un tempo l'altopiano carsico era una terra felice abitata da poche famiglie di agricoltori che conducevano una vita semplice. A quel tempo s'aggirava nei boschi e nei prati una bellissima creatura avvolta in una candida veste, una ninfa boschiva di nome Bora. Una mattina durante la solita passeggiata, Bora si ritrovò in una radura mai vista prima dove si ergeva una immensa quercia. Subito comparve dall'albero un giovane dal maestoso portamento che si presentò come Taronis, potente divinità, il cui destino era legato agli uomini in quanto questi ultimi erano in grado di cacciarla semplicemente abbattendo la sacre quercia. L'amicizia tra i due giovani con il passare del tempo si trasformò in un amore che, nonostante il passare dei secoli, sembrava immutabile ed eterno. Il tempo trascorse anche per gli uomini che iniziarono ad adorare altre divinità al posto di Taronis. Un anno, l'inverno fu così freddo e nevicò talmente tanto che Bora fu costretta a rimanere chiusa nella sua caverna e quindi non venne a sapere che gli uomini avevano abbattuto la sacra quercia e che Taronis, dopo aver invocato l'aiuto della sua amata, grida che ella, profondamente addormentata, non udì, se ne era andato.
Quando la bufera cessò, la ninfa corse immediatamente nella radura per incontrare il suo bel dio ma l'unica cosa che trovò fu il moncone della quercia. Iniziò a chiamare Taronis ma comprese che Taronis se ne era andato via per sempre. Bora decise di vendicarsi degli uomini e, scatenò una furia che neanche lei sapeva di possedere. Il Carso non era più la terra felice di un tempo. Sono passati millenni, ma ancora oggi, quando i violenti refoli soffiano nelle strade, si possono udire, secondo la leggenda, i disperati richiami di Bora."
eccoci proiettati in un luogo senza tempo, in uno spazio senza confini, dove ognuno di noi è attore protagonista, eternità ed infinito si fondono tra voli di uccelli e doni senza lustrini, doni che non troverai mai in una bottega, se non nelle fucina della mente, dei sentimenti, nel vento, nella pioggia, o nel mare. Una favola non si legge, la si ascolta, anche gli occhi sono capaci di ascoltare, le parole scritte passano attraverso gli occhi e arrivano direttamente al cuore, ed il cuore ascolta... Gianni
Finalmente è arrivato il tuo momento, piccolo biker, una scheda plastificata non te ne dà il diritto. Ci siamo preparati da tempo, ti ho provato sui percorsi soleggiati della nuda pietra bianca e nera, ti ho provato di notte quando i pensieri tristi si tramutano in un incerto viandante carico di speranza, ti ho chiesto di dividere un pane per restare, ed il tempo di toccarci nello Spirito. Sei giunto con la tua moto bimba, e mi hai ricordato di cantare quella canzone, quella che allora ti promisi: passando la bottiglia, senza fretta, con un pizzico di poesia, per tutto il tempo che vogliamo, una canzone ed un turbinio di pensieri: un nuovo Fratello come se fossi me stesso.