Sapersi riconoscere nel tutto. Fratellanza e Rispetto.
Infiniti significati derivano da un’unica legge.

Il fatto che quel che siamo o quel che ci accade è sempre riconducibile ad una causa che sta dentro di noi e che proprio per questo, possiamo cambiare in meglio, una volta che si dispone del mezzo più appropriato. La Vita è nelle nostre stesse mani. Il “destino” lo creiamo noi stessi ponendo continuamente cause che prima o poi tornano sotto forma di effetti. Questo significa che la soluzione a tutti i problemi è già pronta dentro di noi. A volte ci facciamo trascinare o sommergere dalle sofferenze che piombano inaspettate, combattiamo per restare a galla, per inseguire un desiderio, un sogno. C’è qualcosa di grande che cresce dentro e cambia il senso della vita, gli obiettivi da raggiungere, la natura dei desideri, la voglia di impegnarsi per dare agli altri invece di chiedere.

Essere Biker
Siamo pronti a questa pace, abbiamo vegliato una notte ed ogni cosa mi rincuora. Questo è il punto di partenza.
Ti trovi a doverti confrontare con altre realtà e questo non è un problema, anzi è bello poter ancora imparare, capire, ma purtroppo c'è sempre qualcuno che pensa di saperne di più! Pretende di insegnare, di inculcarti le pagine del suo libro ... SI’ , il suo perchè l'ha scelto lui con gli altri ... e ti spiega, insiste, ti dice quello che devi o non devi mettere sul tuo gilet o sulla tua toppa ...
Caro amico ti dico ... esistono delle tavole scritte con il sangue e con i kilometri tanti anni fa da motociclisti con i coglioni e ti assicuro che le conosciamo tutti, non vedo la necessità che tu le ribadisca, a meno che non ve ne sia il motivo, il mondo è già pieno di gente ... di politici che vogliono per sé un pezzo, una zona ... la guerra.

E il vento d'estate che viene dal mare 
“Siamo in un paese civile, democratico, non si usano più i manganelli”diceva Said. “Non l’avete capito che questo è un territorio fuori dell’Italia? Qui comanda la polizia. Qui non vi sente nessuno!” gridavano i poliziotti durante il pestaggio del 2 marzo 2003 nel CPT di via Mattei a Bologna. Questo è il processo più importante per un pestaggio dentro il CPT dopo quello che si concluse con la condanna in primo grado di don Cesare Lodeserto per i pestaggi nel centro Regina Pacis di San Foca, in Puglia. Stavolta imputati sono i poliziotti che infuriarono quella notte, compreso l’ispettore: è un processo importante, perché vengono finalmente alla luce di un’aula giudiziaria quelle inscrizioni totalmente arbitrarie dei manganelli sui corpi dei detenuti che sono un fatto fin troppo normale nei centri, a sentire i racconti dei migranti. La dinamica di quella notte ricorda da vicino Bolzaneto e
Umili, senza più niente, senza le scarpe ,
sui destini pagati, imbarcati, sfrattati dal viaggio, con pochi stracci,
per altri lidi stanchi e riversi, vicini abbracciati,
già pronti al coraggio, e ad un’altra vita,
in bocca nuove parole, mare al mare che pesca le ore.
Ancora mare, là dietro un chiarore,
con febbre e sete, sopra quel vento che urla,
le mani protese, disposti a tutto nella paura di altri naufragi:
dietro a dei fili spinati, misti, stretti, ghiacciati, affollati, nei volti provati
Terra è la linea di terra che ti afferra, è confine che tocchi ed un faro di speranza
Così leggeri, storditi, eppure distanti dal peggio di ieri, spogliati e pronti,
larghe fronti, mare al mare e si arriva alla terra.
Qualcosa lontano, una lingua, una striscia, si tocca la terra,
qualcuno ci aiuta, ci dà fiato, si appresta, da umili rideremo.
I bambini non si chiedono mai la ricetta della magia.Per loro non esistono sogni, esistono realtà a cui viene data tanta fiducia.
Questi sono ancora i giorni in cui è possibile fare qualcosa. Facciamolo. A volte ognuno per conto suo, a volte tutti insieme. Questa è una buona occasione per risollevare anche un solo bimbo da una condizione di estrema povertà, da un futuro senza futuro. Non dimentichiamo che essi sono il nostro.
http://www.bambinisoldato.it/images/banners/banner_01.gif
Egli mi ha tracciato i contorni di un disegno, io ne riempio gli spazi dandogli varie intensità. Non so capire, a volte mancano le parole e le azioni che possano chiudere definitivamente una frase e un ciclo di vita: si arriva così ad un punto, il quale appare come un traguardo che vedo quasi arrivare, che seguo a fatica e appena mi sembra di averlo raggiunto esso si sposta ancora più in là, così all’infinito. Sono tornato oggi nel paese di me bambino, volevo riscoprire quella stessa luce che apriva le assolate strade, luce sorella maggiore di quella che entrava in quella stanza di spoglie, penso a tutti gli occhi del mondo, ai miei e a quelli di lui dismessi sotto quella poca luce arrogante. Non ho bisogno di ricordare, né di sognare e di evadere, desidero solo terra da calpestare ed una lunga scala di lavori e di pensieri.
| |
|
![]() Vieni o Maggio t’aspettan le genti Con la pace ho depositato i fiori dell’amore davanti a te Con la pace con la pace ho cancellato i mari di sangue per te Lascia la rabbia Lascia il dolore Lascia le armi Lascia le armi e vieni Vieni e viviamo o mio amato e la nostra coperta sarà la pace Voglio che canti o mio caro “ occhio mio “ [luce dei miei occhi] E il tuo canto sarà per la pace fai sentire al mondo, o cuore mio e di’ (a questo mondo) Lascia la rabbia Lascia il dolore Lascia le armi Lascia le armi e vieni a vivere con la pace. Demetrio Stratos |