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Utente: Redrage
Scrivo perché ho memoria e la coltivo scrivendo della mia gente, degli abitanti emarginati dei mie mondi emarginati, delle mie utopie derise, dei miei gloriosi compagni e compagne che, sconfitti in mille battaglie, continuano a preparare i prossimi combattimenti senza paura delle sconfitte.

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sabato, 26 maggio 2007

Infiniti significati derivano da un’unica legge.

Significati

Il fatto che quel che siamo o quel che ci accade è sempre riconducibile ad una causa che sta dentro di noi e che proprio per questo, possiamo cambiare in meglio, una volta che si dispone del mezzo più appropriato. La Vita è nelle nostre stesse mani. Il “destino” lo creiamo noi stessi ponendo continuamente cause che prima o poi tornano sotto forma di effetti. Questo significa che la soluzione a tutti i problemi è già pronta dentro di noi. A volte ci facciamo trascinare o sommergere dalle sofferenze che piombano inaspettate, combattiamo per restare a galla, per inseguire un desiderio, un sogno. C’è qualcosa di grande che cresce dentro e cambia il senso della vita,  gli obiettivi da raggiungere, la natura dei desideri, la voglia di impegnarsi per dare agli altri invece di chiedere.

gabbiani

postato da: Redrage alle ore 15:34 | link |
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giovedì, 24 maggio 2007

Foglio di viaggio I°

RockersEssere  Biker 

Siamo pronti a questa pace, abbiamo vegliato una notte ed ogni cosa mi rincuora. Questo è il punto di partenza.

Ti trovi a doverti confrontare con altre realtà e questo non è un problema, anzi è bello poter ancora imparare, capire, ma purtroppo c'è sempre qualcuno che pensa di saperne di più! Pretende di insegnare, di inculcarti le pagine del suo libro ... SI’ , il suo perchè l'ha scelto lui con gli altri ... e ti spiega, insiste, ti dice quello che devi o non devi mettere sul tuo gilet o sulla tua toppa ...

Caro amico ti dico ... esistono delle tavole scritte con il sangue e con i kilometri tanti anni fa da motociclisti con i coglioni e ti assicuro che le conosciamo tutti, non vedo la necessità che tu le ribadisca, a meno che non ve ne sia il motivo, il mondo è già pieno di gente ... di politici che vogliono per sé un pezzo, una zona ... la guerra.


Patches on the back

 

 

 

postato da: Redrage alle ore 16:56 | link |
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mercoledì, 23 maggio 2007

biker-friendsE il vento d'estate che viene dal mare
Intonerà un canto fra mille rovine
Fra le macerie delle città
Fra case e palazzi, che lento il tempo sgretolerà
Fra macchine e strade risorgerà un mondo nuovo,
lasciandoci ogni cosa alle spalle.
Noi ci saremo fratellini miei,
uniremo le nostre mani per saluto
e per contatto, vibreremo insieme.
Good Vibrations, have a good trip, my friends.
Redrage
my friends
postato da: Redrage alle ore 23:04 | link |
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domenica, 20 maggio 2007

LUNA ROSSA

luna rossa“Siamo in un paese civile, democratico, non si usano più i manganelli”diceva Said. “Non l’avete capito che questo è un territorio fuori dell’Italia? Qui comanda la polizia. Qui non vi sente nessuno!” gridavano i poliziotti durante il pestaggio del 2 marzo 2003 nel CPT di via Mattei a Bologna. Questo è il processo più importante per un pestaggio dentro il CPT dopo quello che si concluse con la condanna in primo grado di don Cesare Lodeserto per i pestaggi nel centro Regina Pacis di San Foca, in Puglia. Stavolta imputati sono i poliziotti che infuriarono quella notte, compreso l’ispettore: è un processo importante, perché vengono finalmente alla luce di un’aula giudiziaria quelle inscrizioni totalmente arbitrarie dei manganelli sui corpi dei detenuti che sono un fatto fin troppo normale nei centri, a sentire i racconti dei migranti. La dinamica di quella notte ricorda da vicino Bolzaneto e la Diaz  insieme – e del resto Genova che cosa fu, nel luglio 2001, se non un grande campo, una zona d’eccezione in cui ogni diritto era stato sospeso?


Umili,  senza più niente,  senza le scarpe ,

sui destini pagati, imbarcati, sfrattati dal viaggio,  con pochi stracci,  

per altri lidi stanchi e riversi,  vicini abbracciati,

già pronti al coraggio, e ad un’altra vita,

in bocca nuove parole, mare al mare che pesca le ore.

Ancora mare, là dietro un chiarore,

con febbre e sete, sopra quel vento che urla,

le mani protese, disposti a tutto nella paura di altri naufragi:

dietro a dei fili spinati, misti, stretti, ghiacciati, affollati, nei volti provati  

Terra è la linea di terra che ti afferra, è confine che tocchi  ed un faro di speranza  

Così leggeri, storditi, eppure distanti dal peggio di ieri, spogliati e pronti,

larghe fronti, mare al mare e si arriva alla terra.

Qualcosa lontano, una lingua, una striscia, si tocca la terra,

qualcuno ci aiuta, ci dà fiato, si appresta,  da umili rideremo.

 

postato da: Redrage alle ore 17:16 | link |
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martedì, 08 maggio 2007

bimba circassaI bambini non si chiedono mai la ricetta della magia.Per loro non esistono sogni, esistono realtà a cui viene data tanta fiducia. 

Questi sono ancora i giorni in cui è possibile fare qualcosa. Facciamolo. A volte ognuno per conto suo, a volte tutti insieme. Questa è una buona occasione per risollevare anche un solo bimbo da una condizione di estrema povertà, da un futuro senza futuro. Non dimentichiamo che essi sono il nostro.

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postato da: Redrage alle ore 13:42 | link |
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lunedì, 07 maggio 2007

Spazi di un pensiero

spaziEgli mi ha tracciato i contorni di un disegno, io ne riempio gli spazi dandogli varie intensità. Non so capire, a volte mancano le parole e le azioni che possano chiudere definitivamente una frase e un ciclo di vita: si arriva così ad un punto, il quale appare come un traguardo che vedo quasi arrivare, che seguo a fatica e appena mi sembra di averlo raggiunto esso si sposta ancora più in là, così all’infinito. Sono tornato oggi nel paese di me bambino, volevo riscoprire quella stessa luce che apriva le assolate strade, luce sorella maggiore di quella che entrava in quella stanza di spoglie, penso a tutti gli occhi del mondo, ai miei e a quelli di lui dismessi sotto quella poca luce arrogante. Non ho bisogno di ricordare, né di sognare e di evadere, desidero solo terra da calpestare ed una lunga scala di lavori e di pensieri.

postato da: Redrage alle ore 11:28 | link |
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martedì, 01 maggio 2007

I Fiori dell'Amore


deportati

Vieni o Maggio t’aspettan le genti
ti salutano i liberi cuori
dolce Pasqua dei lavoratori
vieni e splendi alla gloria del sol.

Mio amato
Con la pace ho depositato i fiori dell’amore
davanti a te
Con la pace
con la pace ho cancellato i mari di sangue
per te
Lascia la rabbia
Lascia il dolore
Lascia le armi
Lascia le armi e vieni
Vieni e viviamo o mio amato
e la nostra coperta sarà la pace
Voglio che canti o mio caro “ occhio mio “ [luce dei miei occhi]
E il tuo canto sarà per la pace
fai sentire al mondo,
o cuore mio e di’ (a questo mondo)
Lascia la rabbia
Lascia il dolore
Lascia le armi
Lascia le armi e vieni
a vivere con la pace.

Demetrio Stratos
postato da: Redrage alle ore 03:26 | link |
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