Sapersi riconoscere nel tutto. Fratellanza e Rispetto.
Non credevo ai miei occhi, giungevo dalla lontana Trinacria, tremavo imboccando quella piazza a S. Donà, Legend vibrava come una corda di strumento al tocco dell’arco, Redrage mi batteva sulla spalla ché il momento era giunto.
La storia era iniziata due giorni prima, Legend veniva caricata all’inverosimile sacco a pelo, zaino ed un paio di borse, quattro cose giusto per trascorrere una settimana di viaggio di appena
Ci siamo così presentati dopo un anno che ognuno scriveva della propria vita, di sé, come se ognuno di noi stesse raccontando di una vita reale vissuta insieme, delle proprie emozioni, della sensibilità della vita, degl’incontri, dei dolori e della perdita degli amici: essi sono andati via per la propria strada attraversando una selva oscura Vincenzo e Zio Mimmo, recandosi lì da dove essi ci possono guardare, guidare e proteggere. Non bisogna essere credenti per affermare questo, dipende solo da noi, basta solo prepararsi, serve un poco di sensibilità aprendo le interiori porte della percezione. Lina mi dice che ciò avviene solo se noi ce li ricordiamo, se li evochiamo, se ne abbiamo pensiero e perché no!
Ognuno cerca di aiutarsi come può per superare certi momenti, per sopperire a certi bisogni, per colmare un tremendo vuoto generato dalla scomparsa della luce e del proprio bene più prezioso. Io penso che essi esistano a prescindere dal nostro pensiero, ben poca cosa dinnanzi ad una vastità di un amore immensamente svelato, di un tocco della propria mano nel saluto di una partenza, in verità siamo noi viventi a partire, ad essere andati via, essi rimangono tra noi senza gli affanni di un vita che muta: si vorrebbe ricominciare tutto, daccapo! O primo o ultimo, Gianni guida la carovana in mezzo ai boschi friulani, sloveni e croati, essi mi ricordano tanto il vestito delle montagne di Calabria: immensi boschi, declivi morbidi come seni di donna.
Il passo della sua Jap-moto è scandito da un codazzo di vocianti sorelle che seguono la propria regina, in palio vi è un saporito maialino croccante tra brindisi di vino e grappe locali; Victor e Dragan ci hanno preparato una improvvisata festa, ci hanno preparato un tavolo dell’ amicizia, bisogna discutere e sottoscrivere un trattato per allargare e diffondere i sentimenti, sempre più rari per altri, di condivisione e di partecipazione che ci animano. GianniPiuma, Giusi Sorrisocheincanta, Renata, Nico, Enrico Johnny, Franco Hantayo, Mario Superbros, Victor, Claudio, Tonio Kimura il Gallico, ed il sottoscritto Pippo Redrage hanno stilato e sottoscritto un patto col proprio sangue, sul proprio onore, in cui si impegnano a mantenersi in ottima forma, avendo cura di sé e di chi ci accompagna perché tutto ciò possa avvenire ancora di nuovo tra qualche tempo, non importa come: uomini e motociclisti lo saremo per sempre nel nostro cuore e nelle nostre azioni. Di questi tavoli ne abbiamo imbanditi una decina, ognuno di noi aveva le mani ricolme di abbondanti doni reali, l’uno per l’altro.
Rimango dell’ idea che farne sia più bello che riceverne, anche un pensiero di fratellanza come il saluto a dita divaricate quando ci incrociamo sulla strada. Da fermo ho poggiato il pugno sinistro prima sul mio petto, poi su quello di mio fratello. Non mi sento di parlare della cronaca dei momenti, essi sono rimasti immortalati nel mio cuore e come un sogno sono disposto a rivelarne le sensazioni. Non vi è stato un viaggio di andata e uno di ritorno, se vi sono stati problemi da uomini e tra uomini li abbiamo risolti, non abbiamo raggiunto alcun fine particolare, tutto quello che io ho vissuto insieme ai miei fratelli era già scritto nel grande libro del motociclista dove le lettere sono marchiate a fuoco: anni ed anni di vite scritte con il sangue e con i chilometri di motociclisti con i coglioni.
Di ognuno mi ricordo gli occhi, il sorriso, la speranza, il personale abbraccio, mi ricordo di Mamma Lucia che mi manda i baci al telefono, della Signora Daria dal tocco fatale al caffé, l’ospitalità e l’accoglienza di una regione di frontiera come la mia. Della “Lucia” serbo il ricordo del suo corpo come in un poster gigante, di un fans
club e del suo profumo di donna. Grazie Sorelle e Fratelli
Buona strada a tutti! Redrage
“E misi me per l’alto mare aperto
sol con un legno e con quella compagna
picciola da la qual non fui diserto” Dante
Le uniche persone per me sono i matti .... quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai un luogo comune , ma bruciano bruciano bruciano come candele romane gialle e favolose , che esplodono come ragni tra le stelle Kerouac

Ci sono tanti modi per sognare un viaggio "on the road" con gli amici, ci sono tanti modi di pensarlo, per uno come me ci sono tanti modi di farlo. Viaggi, scrigni magici pieni di promesse fantastiche, non offrirete più intatti i vostri tesori. Una civiltà proliferante e sovraeccitata turba per sempre il silenzio dei mari e dei percorsi di terra. La strada è un medium, forse il più antico, sicuramente fondamentale per la civiltà: senza strade, la scrittura si sarebbe rinchiusa nella sua limitata utilità locale di strumento di registrazione, non avrebbe unito le genti, comunicato messaggi, dichiarato trattati, stipulato paci. L’homo sapiens, l’homo scribens è prima di tutto un homo viator. La strada è vanitosa: essa sollecita, pretende la rappresentazione, essa è segno nel paesaggio, è scrittura tracciata sulla crosta terrestre, manufatto umano leggibile da migliaia di chilometri d’altezza; la strada è sempre, naturalmente, in posa, di utilità, di congiunzione tra genti migranti.
Viaggio aspettandomi un antico tracciato rimasto agibile, rimango colpito da un mondo e da un modo di vivere fatto ancora di rapporti umani, di personaggi semplici, di piccole grandi cose che pensavo ormai estinte.
Redrage

Case cotte dal sole,
pelle ed occhi cotti dalla polvere riarsa,
terra umida di una notte,sete placata dalla giovane rugiada,
tempi di ciarvuna e cannizzi, lampade fumose ad olio
la pipa del nonno fragrante di tenere piante.
Le ruote del carretto girano lente
con il cane da caccia alla catena, a lato.
Pistacchio, mandorlo e pesco, ciliegio e carrubbo
una saia sulla terra sparge acqua, sangue e fatica di chi la lavora. Gli aranci li portarono gli arabi, la pelle scura, religione e lavoro valgono una rivolta, padroni in cielo ed in terra.
Sveglio la finestra inferiore della memoria.