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Utente: Redrage
Scrivo perché ho memoria e la coltivo scrivendo della mia gente, degli abitanti emarginati dei mie mondi emarginati, delle mie utopie derise, dei miei gloriosi compagni e compagne che, sconfitti in mille battaglie, continuano a preparare i prossimi combattimenti senza paura delle sconfitte.

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sabato, 28 luglio 2007

In un viaggio

nastro dIn un viaggio può capitare, di ritrovarmi a contare tutto quel che è stato di me. Quello che ho dato, quel che ho avuto, quel che ho trovato, quel che ho perduto, quello che ho chiuso e quello che ho aperto in me. La voglia di vivere, nel suo tratto scoperto ed in viaggio mi sarà compagna.
Per le cose che passano non mi volto, non riuscirò a trattenere un giorno, un silenzio di più. Cose che passano, vestiti stretti, amori che disfano i letti.   La sana voglia di vivere è  cosa che resta e non è mai nostalgia.
Entro in un'altra galleria, intravedo una luce nel profondo, è una liberazione sapere che questa è la mia strada.

                                                           a Mario
postato da: Redrage alle ore 14:14 | link |
categorie: bikers, in un viaggio
venerdì, 27 luglio 2007

Bikers

alba di ferroSiamo noi a far ricca la terra,
noi che sopportiamo e combattiamo
la malattia delle ingiustizie e la malaria dei padroni.
Siamo noi a far bella la luna con la nostra vita
coperta dal rombo e da nastri d’asfalto.
Quella stessa vita che gli altri ci respingono indietro
come un insulto, come un ragno nella stanza.
Riprendiamola in mano, riprendiamola intera,
riprendiamoci la vita, la terra, la luna e l'abbondanza.
E' vero, anche se non sembra, che ci capiamo
che parliamo la stessa lingua, a volte però
abbiamo paura del buio e anche della luce, avremmo tanto da cambiare
in noi stessi ed effettivamente facciamo ben poco. 
Spesso la strada,
voce di un passo gommato, sembra un inferno,
in essa riusciamo a camminare tutti insieme,

in essa ci
riconosciamo ancora fratelli.       Redrage

postato da: Redrage alle ore 17:36 | link |
categorie: bikers
martedì, 10 luglio 2007

Life’s earth – the day after

La terra è un essere vivente._Kailash

Le montagne parlano.
Gli alberi cantano.
I laghi sono in grado di pensare.
I sassi hanno un’ anima.
Le rocce hanno potere.

 

mare e ondeCalma il battito del mio cuore, acquietando la mia mente. Rallenta il mio passo frettoloso con una visione delle eterne distese del Tempo. Dammi, in mezzo alla confusione, la calma stabilità delle montagne millenarie. Spezza la tensione dei miei nervi e dei miei muscoli con la serena musica del canto dei ruscelli, vivente nella mia memoria. Aiutami a conoscere il magico potere ristoratore del sonno. Insegnami l'arte di prendermi brevi momenti di sosta, di rallentare il mio ritmo per osservare un fiore, per fare due chiacchiere con un amico, carezzare un cane, leggere qualche riga di un buon libro. Ricordami ogni giorno la favola della lepre e della tartaruga, sì che io possa imparare che nella corsa non sempre vince chi va più veloce , e che nella vita si può fare qualcosa di meglio che aumentare la propria velocità. Fa che io levi lo sguardo alla quercia torreggiante, e sappia che essa è divenuta grande e forte perché è cresciuta lentamente e bene. Rallento il ritmo della mia vita, voglio affondare le mie radici nel suolo dei valori durevoli affinché io possa innalzarmi verso le stelle del mio più grande destino.

Redragezagara

postato da: Redrage alle ore 17:37 | link |
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mercoledì, 04 luglio 2007

la spiritualità dell'estate

 il mio Villaggio L’estate è la stagione in cui lo spirito cosmico agisce maggiormente sulla sensibilità, inducendo una sorta di dormiveglia che ristora le forze. La vita all’aria aperta, l’abbraccio dei raggi solari, la gioia per la musica, lo stesso piacere sensibile, lungi dall’essere aspetti di una vita profana, acquistano pertanto un significato superiore. È il momento di immergersi nella natura vivente, fiorendo insieme al fiore, germogliando con la pianta, fruttificando insieme all’albero. Immersi nella visione di ciò che cresce e fiorisce, della luce che si espande, della pianta che germoglia, la spiritualità della natura ci viene incontro. I sogni che salgono dalla interiorità appaiono per un istante più concreti dei fatti materiali. Nella notte il sublime delle stelle incombe sulla terra e il vortice siderale risucchia la mente dell’uomo. Nella osservazione dei pianeti, nello studio delle costellazioni si rivela l’ordine cosmico che regge i destini di ogni cosa. via cava Sorano È un sentimento arcano quello che rapisce gli uomini nelle notti calde d’estate, quando essi contemplano la maestà del firmamento. Il corpo fisico-eterico si infiamma di un interiore fuoco sulfureo: una potente corrente caldo-luminosa percorre la spina dorsale, attraversa gli arti, sale dal sistema nervoso al cervello. Al solstizio d’estate si vedono le lucciole lampeggiare nella notte; allo stesso modo, l’uomo diventa visibile nel cosmo, lampeggiando di meravigliosa luce astrale. Nell’estate inoltrata, l’uomo è un lucente fantasma giallo-azzurrognolo, avvolto da una nube sulfurea che si eleva dal basso alla testa. Contemplando il cielo ardente dell’estate e la meravigliosa armonia delle stelle si conferma nelle menti la percezione di quella grande intelligenza cosmica che ordina le leggi di natura e manifesta il suo potere creativo nelle miriadi di forme vegetali, animali che germinano sulla terra, crescono, si ramificano. Immergendo il suo sguardo nella luce celeste, l’uomo è spinto a regolare tutti i suoi sentimenti, tutti i suoi impulsi secondo un retto pensiero, in armonia con la grande intelligenza che regge il cosmo. Camminando sulla materia terrestre, l’uomo è spinto ad agire, a costruire, a combattere, a mettere a frutto quelle energie che la terra-madre gli dona fin dalla nascita. Nelle profondità, l’essenza divina della Madre Terra che ci avvolge con il suo profumo, che si trasmette a noi attraverso il respiro.etna  i miei boschi

postato da: Redrage alle ore 18:48 | link |
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domenica, 01 luglio 2007

Un abbraccio avvolgente

different bootsAvevo preparato tutto per il mio prossimo viaggio, unico riconoscimento in un mondo di stravolgimenti, i documenti di una identità che mi ritagliano un unico spazio di provata libertà. Nel vestirmi non mi accorgo di avere indossato un paio di stivali diversi. Niente accade per caso. Non vi era ragione di confusione, troppo diversi tra loro, in altezza, di forma e caratteristiche differenziate. Come buoni amici con essi ho attraversato una terra protesa sul mare, lingue di terra e di acqua, paludi bonificate, montagne accese da un irraggiungibile tramonto: la mia via segue un parallelo dove si diventa amici solo se si ha disposizione ad incontrarsi, in base a ciò che chiediamo a noi stessi ed ad un reciproco rispetto. Essi percorrono in sella la loro strada, l’uno distanti dall’altro, paralleli, chi pigia sul freno, chi bascula sulle marce, guidati da un’unica mente, il tramite è ciò che ricoprono. Conosco la loro funzione, ne riconosco l’importanza, esteticamente diversi, sono amici che mi avvolgono e mi proteggono che mi fanno incedere di un passo sicuro rendendolo ancora più naturale. Amico Mio tu sei l’altro stivale delle gambe dell’Uno, non bastava la conoscenza della tua persona: saremmo stati solo conoscenti, ti ho provato e non voglio privarmi del tuo naturale abbraccio avvolgente. Amico lasciami cullare dal tuo Spirito.


postato da: Redrage alle ore 14:51 | link |
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