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Utente: Redrage
Scrivo perché ho memoria e la coltivo scrivendo della mia gente, degli abitanti emarginati dei mie mondi emarginati, delle mie utopie derise, dei miei gloriosi compagni e compagne che, sconfitti in mille battaglie, continuano a preparare i prossimi combattimenti senza paura delle sconfitte.

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venerdì, 31 agosto 2007

Vi accompagnerò

Ti accompagneròTrattenete pure il fiato per qualche miracolo,  piangete pure con quegli occhi bellissimi per un amore. Venitemi a trovare quando avrete una valigia con un bel sogno, venitemi pure a trovare, correndo a più non posso, per voi ci sarà sempre il mio cuore incantato, venitemi pure a cercare, rimanete con me, non scappate a perdifiato per voi ci sarà sempre un cuore disponibile,  rimarrete con me nel mio piccolo arcobaleno. Venitemi pure a trovare quando proverete come me a stare dalla parte del torto con quella voce bellissima, quando graffierete come cuccioli ribelli con quelle unghie bellissime, in un giorno dorato, in un giorno fatato, leccando una ferita, una ferita di più. Venitemi a trovare, quando vi siederete accanto a me dalla parte del torto,  per scelta e non  perché ogni altro posto sarà già stato occupato. Venitemi a svegliare e bussate fin tanto che aprirò, non mi troverete mai rassegnato, vi offrirò una carezza dalla luna e dalle stelle ed una corsa in moto all’infinito.

postato da: Redrage alle ore 18:06 | link |
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giovedì, 30 agosto 2007

un cammino da tracciare

un cammino da tracciare

Edipo deve aprire gli occhi, e sfidare quel fato, perché troppo spesso il fato è invocato a coprire responsabilità. E la responsabilità più grande è quella in cui tutti siamo coinvolti. Perchè è il sistema tutto intero, che esige, come un moloc, sacrifici umani, altre vittime innocenti. E le vittime innocenti non sono martiri, come ha detto qualcuno, qualche tempo fa, facendo intendere invano di non capire che cosa gli stesse uscendo dalla bocca.

Noi sbandati, noi disertori che sosteniamo la terra,

miscredenti d’immensa fede, noi che spalanchiamo il cielo,

apriamo il cuore in un faccia a faccia improvviso con la libertà,

sorprenderà i guardiani come dare loro un’altra identità:

“Fratello  prenditi il tuo tempo per respirare”.

Da una vetta all’altra del crinale della spiaggia, una moltitudine in alto mare, fuoco sulla Montagna:

 “Compagni è ora d’andare via, c’è tutta una strada da far conoscere ,

un altro cammino per gli altri da tracciare”.

postato da: Redrage alle ore 18:24 | link |
categorie: migranti
sabato, 25 agosto 2007

COLORI

veritàI migranti sono colorati e non sono uccelli. I migranti viaggiano e non sono liberi. I migranti esistono anche se  spariscono tra le onde prima di arrivare nella menzogna e nell’oblio.  Sanno quando vanno, non di tornare. Ti chiedono sempre: “Da dove?  Da dove vieni?” - Loro sanno quanto è importante: “Sud, Italia del Sud”, tra l’orgoglio e la giustificazione. Sorrisone. Sono sempre alla ricerca di un’appartenenza. Anche labile. E Sud lo è. Sono qui ma non ci sono per nessuno. Sono qui perché non possono stare lì. E qui ti raccontano, ti cantano, ti fanno vedere il loro lì.  A gesti e con gli occhi lo riproducono come una nuova scoperta, radici di un Paradiso perduto, ricordi di corpi e menti.

Redrage

postato da: Redrage alle ore 18:26 | link |
categorie: migranti
venerdì, 24 agosto 2007

Partenza

Vi accorgete del cielo solo se piove, del bosco solo se brucia. Siamo tutti costretti a camminare sulla cenere di chi viene considerato dai suoi simili come stoppie da bruciare, rifiuti da eliminare, piccoli ingombri umani su una terra calva,  bruciata e piallata dei propri boschi. Accompagniamo la partenza dei nostri giovani che migrano in massa sui barconi di una speranza di riscatto: “Vivi con poco, non avrai alcun limite di felicità e di  gloria”.                    a Giovanni
postato da: Redrage alle ore 14:17 | link |
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giovedì, 23 agosto 2007

In Dono

 

Mi dai la mano, una mano sulla spalla. Vorresti darmi il tuo coraggio? Non avevo nulla da mangiare, stavo morendo di sete: tutto è scomparso!

Amico dell’Aquila, a Te passo la Pipa per prima. Intorno al cerchio la passo a Te. Intorno al cerchio per iniziare il giorno. Intorno al cerchio completo le 4 direzioni. Passo la Pipa all’Antenato lassù. Fumo con il Grande Mistero: così ha inizio una buona giornata.

canto della Pipa Lakota

postato da: Redrage alle ore 13:11 | link |
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lunedì, 20 agosto 2007

Il cerchio si può stringere o allargare, senza un inizio ed un(a) fine

Credo che nessun uomo possa essere mai considerato un uomo qualunque. Nella sua valigia vi può essere un regalo rubato,  una rosa rossa da portare a una donna che lo attende. Nella sua valigia vi può essere un pigiama portato in galera,  una giacca rivoltata:  in libertà e povertà. Nella sua vita vi può essere un dolore che ancora gli brucia dentro:  per questo gli si deve solo rispetto. Nella sua testa ci può stare il ricordo di un sogno da dire, di quei pensieri che agli altri non servono a niente, solo a lui per credere ancora nell'avvenire. Il suo corpo può essere pieno dell’espressione di un amore cercato da tempo, di un amore pensato di corsa, di un amore che non perde il treno. Nella sua vita un amore che brucia, che vorrebbe affidare al vento ed all’acqua per guardarlo spegnere in fumo e cenere,  per poi dire che ancora non è finito lì.  La sua vita può essere piena di tanti e colorati respiri che gli fottono il petto e gli spaccano il cuore e la schiena per il silenzio di un mondo che,  giorno dopo giorno,  sta compiendo un delitto orrendo.

postato da: Redrage alle ore 13:52 | link |
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mercoledì, 15 agosto 2007

Sopravvissuto

MV Agusta il mio primo amoreMi piace la strada che percorro, essa ha natura centripeta, mi conduce “dentro” il territorio obbligandomi a rallentare, guidandomi a una maggiore consapevolezza della sua struttura e del suo ritmo. Mi piace procedere,  focalizzare la topografia, le linee, le tinte del paesaggio, le comunità, le fattorie. La distanza è misurata dal succedersi dei centri abitati, delle viste e delle persone:  mi sento al tempo stesso spettatore e protagonista. La strada come mito in sé! Come concreta manifestazione dei miti del viaggio, della strada, della vita on the road, a loro volta profondamente radicati dal mai troppo compreso “Mio Sogno Biker”.musica e pensieri Dopo tanto camminare, arrivo e mi fermo alla “Biker House”, poso Legend, entro e trovo i miei amici. Gusto col pensiero anzitempo le parole di Fabrizio: “Non si lavora ad agosto nelle stanche, lunghe e oziose ore, mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore…!” Si pensa, si parla, si accarezza insieme il pensiero dell’altro. Il mio intimo nel mio intimo abbondante d’amore, mai privato di esso. 

Redrage  

postato da: Redrage alle ore 22:46 | link |
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domenica, 12 agosto 2007

Portatori d’amore

raggio di soleE’  l’unico motivo per cui noi viviamo, raccontandoci ed esprimendo poche parole, inadatte. L’unico motivo per rendere manifesti i sentimenti evitando di perdersi, di avere mille paure: "Siamo eccezionali portatori d'amore".

Ascolta, amata... Dove sei, che non ti vedo ancora? E sento già nella notte alta il gusto dei tuoi seni? Ove posi, Angelo fedele, con le tue ali bianche che fremono sulle cime degli alberi? Ora, ti vedo. Sì... ecco... Un solo nome e nulla più…e un uomo che si rispetti non si disfa in pianti, fa ciò che vuole e non perde la pace...
ahimé! Io proprio non sapevo ciò che fosse amore, poi tu m’apparisti e là dove fui preso ancora io sono…completo e rinato.

Redrage

postato da: Redrage alle ore 18:21 | link |
categorie: portatori
lunedì, 06 agosto 2007

ode alla luna

.....parlerò di una luna piena, che rischiara la notte regalando una luce soffusa, argentea direi sensuale, il nastro d'asfalto si tuffa nei campi, fende il bosco; gli alberi, come immobile esercito, stanno a guardia della serenità che infonde la sera..... gp.

blackmoon E’ ancora troppo presto, amica luna stai ancora allattando le piccole stelle? Prendi tempo. Quando sarà l’ora, scendi dal cielo, amore, tutta bianca. Il mondo è tutto latte,  Latte di luna, e la luna sei tu, giungi lieve dallo spazio, scendi vieni, illusione serena, dolcezza infinita, vieni con le tue braccia ad abbracciare il mondo, il mondo che sono io, che non sono nulla...vieni. Scendi dolcemente, sorgi, esci fuori, innalzati, esplodi qui nessuno ci vede. Questi che guardano,non vedono, nè sanno vedere. Sono tutti ciechi. in ogni aroma e ti sento in ogni brezza. Solo io non sono cieco, io che ti scopro in ogni cosa e ti odo in ogni rumore,. Solo io non sono   cieco, io che ti ricevo dal più profondo della notte,  amica  mia. 
Solo io non
sono cieco, io che ti respiro su un filo di luce: come un fiore della notte, mia amata...
Amica mia senza fine!
      Ah, lascia che goda tutta la bellezza.

postato da: Redrage alle ore 13:26 | link |
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sabato, 04 agosto 2007

in ricordo di....

sorrowLo sai come si dice che il mondo è fatto a scale gente che scende gente che sale però se a salire ci vuoi provare tu vedrai che troverai chi ti ributta giù. Sul primo gradino ci stanno i disperati che hanno avuto in dono la peggiore sorte dietro di loro il vuoto il pozzo della morte che odora un po' di pane per i troppo affamati Per uno che sceglie l'odore e l'illusione ed un altro che sale verso la redenzione già dieci venti cento han preso il loro posto in debito di fumo in credito d'arrosto.
Sul secondo gradino respirano gli sfiancati con quel po' di polmoni che si son conservati senza dirlo a nessuno per non esser stanati e condannati come ladri dei propri fiati. Respirano pero' d'altro non fanno molto non riescono nemmeno ad alzare gli occhi ogni tanto qualcuno stramazza sui ginocchi
è solo per igiene che poi viene sepolto.
 E sul terzo gradino i lavoratori si pigiano perché nessuno resti fuori dal loro grande viaggio che ha per meta finale la fine dell'oltraggio il crollo delle scale Nessuno vuol salire senza gli altri trecento per chi vorrà tradire sarà l'isolamento sarà uno scambio avaro e dopo la vittoria sarà fama di baro, crumiro della storia.
Gente che scende, gente che sale
però se guardi in faccia quelli che vanno in su
vedrai che hanno qualcosa che non hai certo tu.
Sul quarto gradino ci stanno i negozianti i bottegai gli usceri ed i rappresentanti con tutti i loro figli da spingere in avanti verso posizioni un po' più rilevanti guardano in cagnesco, si fanno gli occhi torvi ed ai lamenti altrui sono del tutto sordi e fanno a chi è più furbo a chi spinge di più tanto che un po' ogni giorno qualcuno casca giù.
E sul quinto gradino ci stanno gli impiegati i piccoli burocrati, gli appena laureati i preti di campagni, gli sbirri ed i soldati gli intellettuali senza ombra d'intelligenza. Convinti tutti quanti di essere qualcuno
la divisa o meno e incarichi importanti convinti tutti di valere quasi molto che quel che è stato dato non sarà loro tolto.
E sul sesto gradino ci stanno i titolati cioè i figli dei potenti bastardi o abbandonati nobili decaduti e diseredati principi re e sultani ormai detronizzati. Non son molto diversi da quelli un po' più in giù han solo soldi in meno e la superbia in più e un solo desiderio, un gradino tutto loro purché non sia il frutto del plebeo lavoro.
Lo sai come si dice che il mondo è fatto a scale
che c'è gente che scende e che c'è gente che sale
però se guardi in faccia quelli che piovon giù
ti accorgerai che sono proprio come sei tu.
Dopo il sesto gradino hanno messo un cancello "bravo il nostro cretino" è scritto in un cartello "e bravo il nostro fesso, sei giunto fino qua, hai fatto un gran buon uso della tua libertà" dopo il sesto gradino con una gran risata ti aprono un tombino, ti danno una pedata ed ecco in un secondo, testardo come un mulo, che ti ritrovi in fondo col tuo calcio nel culo...
Se accetti il gioco e sei anche tu della partita
ricorda che rinunci a dare un senso alla tua vita.

dedicato a Giancarlino, un uomo così semplice che agli altri sembrava complicato.
il testo è di Claudio Lolli

Vecchio, ti sei fermato in mezzo a queste scale... pensi alla illuminazione al Satori, a riconoscere le cause ultime, questo appunto è pensare e solo per questa via che le sensazioni diventano conoscenze e non vanno perdute: si fanno così essenziali e cominciano ad irradiare ciò che in esse è contenuto.
"Basta uccidermi e smembrarmi per scoprire un segreto dietro le rovine! Voglio conoscermi meglio! Il senso della mia vita non sta in qualche cosa oltre o dietro, ma in me stesso, nel Tutto". 
  Redrage
postato da: Redrage alle ore 17:47 | link |
categorie: in un viaggio