Sapersi riconoscere nel tutto. Fratellanza e Rispetto.
Sussurrerò ad un fiore di non appassire, il gelido inverno ha sete della sua linfa…. della sua linfa….. riuscirò a strappare un’emozione da un guscio di vetro emettendo un suono che riesca a vibrare più forte nel vento…camminerò nel deserto più arido e acceso in cerca di un fiore audace e capace di prendersi gioco del gelido inverno. Ora io voglio cullare quel suono che sgorga dal cuore, voglio riuscire a tatuare un pensiero sui petali. Quel fiore audace e senza difese rimane sospeso nel punto più in alto della parete di pietra e granito, non riuscirò mai ad arrivare più in alto del vento, esso lascerà un seme a guardare dal cielo e a far crescere un fiore felice e sereno. Sogno di stare sul bordo di un fiume a guardare le foglie cadere e dal vento lasciarle cullare … Redrage
Bene, è una straordinaria notte per ballare,
per ballare al chiaro di luna.
Le stelle stanno dentro ai tuoi occhi.
Una fantastica notte sta per accadere,
una notte per un’ avventura.
Sotto questo cielo cadono le foglie,
leggiadre ornano la faccia del mondo,
il suono del vento si combina alle corde dei sentimenti.
Tutte le notti magiche sembrano calme,
“Raggio di luna” ribadisce la vocazione al buio.
Posso avere ancora un ballo?
Posso avere ancora un’ avventura?
So che ora è il momento giusto con le stelle dentro ai tuoi occhi.
Redrage

Raccogli un abbraccio e rendilo eterno. Afferrami e rendilo eterno, se t’importa: vivendo e servendo; è ininfluente se il tempo è scorso fino a qui, non ti sbiadisce se hai sorriso, rifiorisci anche dopo un inverno. Raccogli un abbraccio e rendilo eterno, non disperderlo mai, il suo profumo sale dal profondo. Porta la luce e le grida dell’aria affidale al ricordo, portami con te, portami con amore, ascolta quel suono dirompente ed insistente della vita che non costa niente, ma che paghi a caro prezzo se ad un segnale rimani assente se rendi grandi le distanze che ci perdono, ci finiscono, ci dividono dentro giorni scarni. Portami con te, conservami dietro ad un risveglio, ogni attimo sarà importante se saremo uniti. Redrage
Tu, misteriosa come gli angeli, Tu, danzatrice degli oceani più profondi, ti confondi nell’acqua, sei come un sogno...come la luce del giorno che scolpisce il tuo profilo. Debbo essere rimasto addormentato per giorni; muovo le labbra sussurrando il tuo nome ed aprendo gli occhi mi trovo solo con me stesso, solo sopra un mare burrascoso che t’ha affogata giù, dentro di me. Tu, dolce e unica, tu, sperduta e sola; tu, come il paradiso. Ecco il mare, le gradazioni di luce del sole ti colorano i capelli, i sogni appesi all'aria, i gabbiani in cielo e gli occhi, sai, sento che c'è magia ovunque, che riesci a guardare dentro mentre sto rivolto proprio verso di te, non ho bisogno di ridere e piangere : questa è una cosa meravigliosa, meravigliosa la vita, non ho bisogno di ridere e piangere sei una meraviglia, meravigliosa la vita! Il sole è nei tuoi occhi ed il calore è nei tuoi capelli. Non ho bisogno né di ridere né di piangere: m’appari, non ho bisogno d’altro, solo di custodirti in un dolce sussulto, senza tempo apparteniamo agli amanti e ad un desiderio acceso. Redrage
Come un fiume, io sono vivo, sempre più me stesso, profondo, maledetto, lavoratore, alieno ed impegnato, operaio intellettuale, padre e padre della Grande Madre, figlio solitario delle anse lussureggianti; amico fraterno se non mi guadi in tumulto; non parliamo di perfezione, questa non ha abitato mai da queste parti. Sono vivo, santo e criminale, nuovo e più uguale, paziente frequentatore del piacere della conoscenza. Sono vivo e lo grido: comunque mi possa andare, quel che mi riguarda dipende solo da me. Sono vivo per i miei occhi, essi non muovono le cose a distanza, però rimangono specchio e custodi di quel che altri hanno dimenticato di usare: fantasia e ottimismo, nonostante una vita dura, a fronte di una resistenza annunciata e frequentata. Rimango vivo anche in occasioni in cui si pensa che non si possa far niente, non ho deleghe, non sono in affari; alla ricerca di colui che si senta ancora vivo. Nulla passa se non lo faccio passare io da quel fiume in rivolta, di cui mi vedo timoniere e ruota; a nulla mi serve vederlo dall’alto: si affronta e basta, anche se sballottato come fuscello o foglia, per poi, magari coi fratelli, ci si possa consolare e rallegrare appena superata la piena. Sono vivo perché abito la mia vita, senza fissa dimora, meno di niente mi serve un posto in cui si scivoli nella fragilità del possesso, sono vivo pensando a tutto quello che posso fare, senza annunciare: solo fare! C’è da pagare un conto! A nessuno dico: pensaci tu! A chi mi dice di pensare alla salute, ché tanto c’è chi pensa a tutto il resto, allora io rispondo che finché vivo sono sempre pronto a pagare ed a riscuotere di persona. Redrage


La pioggia ed il sole trasformano le persone nel viso e nelle abitudini. Molti fanno del loro cuore un campo di battaglia: percorrono sentieri innaturali su e giù, all’infinito, rimescolando le stesse carte, cercando sicurezza sempre nelle stesse persone, pur desiderando, in verità, che ogni cosa sia diversa. I loro occhi non vedono più, abituati ormai solo a prendere: prendono atto, prendono nota, i loro sguardi ormai non danno più niente: essi hanno dimenticato che la luce raggiunge il cuore attraverso gli occhi e poi dal cuore rifluisce attraverso gli occhi per risplendere all’esterno. Tu però mi cercherai per raggiungermi, ricordati comunque, dovunque tu sia, che mi troverai sempre dalla stessa parte. Io vado da solo, mi perdo per tornare a perdermi ancora, senza coinvolgimenti, senza alibi e festeggio il ritorno dopo aver teso ancora per una volta una mano ricolma di speranze. Sempre con le stesse scarpe percorro strade diverse, ma la mia via rimane una sola. Devi crederci se qualcuno ti dirà che non sono più lo stesso, è vero mai nessuno ci rimane. Danno la colpa alla pioggia ed al sole se cambiamo, ma chi morde e strazia il mio cuore è un’unica, solitaria storia, la mia; solo il tempo mi ricuce da mille strappi: un amore mi nasconde, mi confonde in mezzo agli altri. Se mi vuoi cercare sto sempre dove mi hai lasciato. Redrage http://img48.imageshack.us/my.php?image=pontedelsaraceno022rs7.jpg
John Trudell
Vedo la società tecnologica che vi divora sotto i vostri occhi, sento le vostre urla angosciate che esaltano l’avidità attraverso l’alibi del progresso e mentre cercate degli anticipi materiali giunge il suono dei fiori: essi muoiono ed il vento ci porta messaggi chiari ed inequivocabili. Non dobbiamo farci confondere e ingannare dalla comune illusione. Non esiste una cosa come il potere militare; esiste solo terrorismo militare. Non esiste una cosa come il potere economico; esiste solo sfruttamento economico...Non esiste una cosa come il potere politico; esistono solo affari trasversali di una oligarchia. Cercano di programmare le nostre menti e di ingannarci con queste illusioni per farci credere che sono loro ad averlo saldamente in mano, ma non è così! Ci fanno combattere la guerra del ricco, calpestare strade industriali, ai bimbi insegnano i confini di classe, del censo: parla il denaro che trasforma la lingua in pezzi di carta, parla la guerra del ricco. La società dell’uomo libero è scambiata come furiosa insicurezza violenta. I pensieri dei sogni non sono in realtà sogni, sfuggendo il nulla nulla sfugge, assassinando i miti si minano le stesse realtà si nutrono le anime di agitazioni, l’alterazione scorre erodendo cuori consunti marchiati in prigioni di paranoiche immaginazioni e di dubbio… penso al vuoto che esiste tra la libertà e l’essere libero affrontando una realtà troppo innaturale, ho bisogno di vedere, ho bisogno di essere un fuoco d’erba che, affogando le proprie melanconie, sostenga giorni buoni e giorni brutti con il tutto o il niente da perdere mentre, incanto, il sole tramonta e non si posa mai e la notte non ha limiti.
Ci sono uomini che lottano tutta la vita: quelli sono indispensabili. (B. Brecht)
Non c'ero soltanto io. C'ero. Sognai che intorno cadeva la neve. In realtà solo ferro fuso, scintille d’altoforno, orari flessibili, lavoro flessibile, frustrante, un duro lavoro per una paga con cui nulla compri, ma che paghi con la vita. Non posso afferrare una stella in mano se nell’altra mano non posso ottenere la mia vita,un progetto: mi sono arrugginito qui come una ruota arrugginita nel terreno, piantata. Una, dieci, cento, esistenze son volate via attraverso una finestra, attraverso i suoi battenti senza luce ed aria. No! Questa ruota arrugginita non è riuscita a passare ed il nodo che tengo in gola ha le dimensioni di una trappola dal sapore di carni bruciate o dilaniate da una caduta, un nodo senza andata né ritorno, senza destinazione. Andar via col vestito migliore e tu m’accompagni con lo sguardo nell’ultimo tragitto, l’ultima strada l’hanno voluta gli altri , per conto mio avrei preferito un altro po' di sole ed in bocca qualche canzone. Ricorda che questo non è capitato a te solo per un pelo, è giusto che ti senti in diritto di sentirti vivo, di sentirti colme le vene di ciò che sei. C'è qualcuno che urla per quest’addio! Sono andato via senza una ragione a tutto questo, dalla mia testimonianza voglio giustizia, non sento più il fiore attaccato alle radici, il calore delle gambe, man mano il ricordo di questa vita si attenua e posso afferrare adesso quella stella. Redrage
Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura, sotto una luna morta, il sonno dei piccoli: noi dormivamo senza paura … ci prendemmo per mano andando insieme incontro alla notte... all’alba di quel mattino una nuvola rossa si alzò lontano: polvere di cavalli, luccichio scintillante di spade e bottoni, come ad una parata, come inesorabile commiato alla vita. Il sole brillava di luce non vera... tutto sembrava arrivare dal tetro contorno delle torri di fumo acre e denso...nel letto secco del “Sand Creek” caddero sotto lo scintillio delle sciabole centocinque inermi, sotto i colpi delle canne tonanti degli washichu: sommessi pianti wayaka per non farci sentire, piano di anime assenti, in ricordo di dei e miti, non distinguendo più realtà da incubo, onore da orrore. Ci avevano dato terre, promesse da chi non le mantiene. ”Pentola Nera”, accanto al suo tepee senza scettro senza trono, sotto l’inganno di una bandiera estranea, gridava tutti a raccolta: erano rimasti mutilati, scalpati, trafitti, rifiutati. A chi fu concesso di vivere uccisero il grano ed i frutti della terra, le cariche dei bisonti, i colori della pianura fin dove essa si perde, le voci colorate dagli affetti, il verde degli alberi, la pioggia, il ritmo delle stagioni. Qualcuno per scherno aveva pensato di cambiare le carni Lakota in nuovo letto di ossa per il fiume “Sand Creek”. Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura, sotto una luna morta, si son presi il sonno dei piccoli: noi vivevamo senza paura … ci prendemmo per mano andando insieme incontro alla morte. Redrage. Southern Spirit. Native
Il giorno sprofonda nei solchi di terra bruciati di questa distesa di stoppie. Vecchie casine diroccate, una striscia bianca s’inerpica, l’occhio segue il profilo di un’erta. So che nessuna gioia nasce senza dolore e che la bellezza della verità non fa rumore, basta solo lasciarla entrare. E' tempo di accompagnare il passaggio degli uomini che scorrono come lava! E’ tempo di dominare il fuoco delle passioni, è tempo di cominciare ad ascoltare davvero! E’ tempo di guarire! E’ tempo di imparare a cadere! E’ tempo di rinunciare al veleno dell’odio! E' tempo di ascoltarsi davvero dentro atterrando nell'ombra, ricordandosi dove si è lasciata la luce, forse dietro ad una curva. Torno ad osservare la mia montagna che si immerge tra le cime, da lì nascono fiumi limpidi ed allenati ad un percorso stabile E’ tempo di allontanarmi dal sentiero, la distanza può aiutarmi a capire ciò che mi serve davvero, leggero come un foglio. E’ tempo di volare verso sud su campi sconfinati! E’ tempo di provare a guardare lontano e a saper curare fuori dalle stanze. E’ tempo di guarire una ferita appena ricucita, di arginare una tensione, di contenere una forte emozione. Finalmente ecco un'ombra, essa esiste dove c’è luce, è qualcosa che ammette un cambiamento! Mi piace tacere, per avvicinarmi di più, per restare ad ascoltare. I miei occhi guardano senza un gesto, nella parte più oscura, dalla mia parte. Redrage