Sapersi riconoscere nel tutto. Fratellanza e Rispetto.
Il viaggio è da sempre un mezzo ed un fine, è una scelta di vita o per alcuni l’unico modo possibile di vivere, è la metafora della vita stessa. Viaggiare con mezzi poveri mette in relazione il viaggiatore con la popolazione locale; viaggiare in autostop, fa sì che uno straniero si metta nelle mani di altri viaggiatori, ma ancora più spesso dei locali o di chi dello spostamento ha fatto il suo mestiere. La scelta del viaggio in autostop è una scelta di fiducia negli altri esseri umani, anche per Pippa Bacca frutto di tantissime esperienze che l’hanno portata in giro per l’Europa, sino a Sanpietroburgo, Istanbul, Finis terre, Irlanda e nel nord e centro America.
http://www.youtube.com/watch?v=hnROd-9JJDY
Dall’incontro con Silvia Moro, che al viaggio ha dedicato le sue ultime performances, è nato un sogno ambizioso e poetico. Il sogno di percorrere in autostop i paesi che sono stati sconvolti da guerre recenti e non sempre completamente sedate. Il viaggio non sarebbe stato il normale viaggio di due viaggiatrici ardite, ma il viaggio di due bellissime spose vestite per un matrimonio che forse è già avvenuto o che non avverrà o forse è rappresentato dal viaggio stesso . Un matrimonio con la terra , la pace, con la gente tutta, alla ricerca dello sposo. La sposa è il bianco, la luce, il femminino, generatrice di vita, quindi di pace, dell’amore e della purezza.
Io allora dissento, protesto, più della cronaca spicciola, commento alla violenza mortale subita da "Pippa", contro i commenti di certa stampa, di certa televisione che traccia share da primato la quale afferma che "se l’è andata a cercare…" questo non è giusto! E me la prendo con gli uomini e soprattutto con le donne che si sono talmente assimilate a questo pensiero dominante da non sentirsi più scandalizzate, da non provare più nemmeno a combatterlo, a ribellarsi, con le donne che hanno finito per accettare supinamente questo, come dato di fatto, immutabile e a riconsiderare l’assassinio, lo stupro, la violenza come rischio prevedibile e addirittura ineluttabile, in determinate “circostanze” che si riducono quasi sempre alla più elementare delle disgrazie: quella di ritrovarsi da sola ! Io mi rifiuto, mi ribello e dico che ella, sì, ha avuto il coraggio di rifiutarsi e ribellarsi, “a pippa” che ha avuto il coraggio di prendersi tutta la “libertà” dell'universo, a piene mani, a pieno vento, senza stare ai ricatti della paura, senza fermarsi a chiedere a questo mondo: "Scusate, è permesso star da sole, qui dentro? a una donna, scusate è permesso, portare a spasso l’utero senza che qualcuno debba per forza sentirsi “provocato”? scusate, è permesso ?"
www.pippabacca.it
Redrage
L’uomo di oggi è, nei fatti, la forma vivente che soffre di più su una limitata superficie terrestre, essendosi egli privato sia del fuoco dell’amicizia che dei sentimenti veri, cibo per lo Spirito che vaga; per costui la libertà non è altro che un lusso che può aspettare: egli è soggetto a soffrire ancora di più per privazioni tanto importanti, trovandosi testimone e complice aberrante di una scomparsa definitiva, si tratta adesso di aspettare la velocità che egli sa imprimere alla propria estinzione. Prometeo che fu l’eroe che amò tanto gli uomini, diede loro, al tempo stesso, sia il fuoco che la libertà, tecnica ed arti. Essi immersi, nonostante la giovinezza del sangue, nella terribile vecchiaia di questi tempi, rimpiangano pure la soavità dell'erba, la foglia dell’olivo della Pace e l’uva della Libertà. Essi sono però dovunque, dovunque si odono le loro grida, il dolore e le minacce. Non c’è più posto neppure per i grilli e la storia è diventata una terra incolta e sterile in cui non cresce più nulla. Essi non sono più figli "dei pensieri arditi e dal cuore leggero", tornando, peraltro, alla miseria da cui Prometeo volle salvarli: “Vedevano senza vedere, ascoltavano senza udire, simili all’esperienze ed alle immagini dei sogni”... A volte dubito che quest'umanità possa mai salvare se stessa, è però ancora possibile salvarne i figli, nel corpo e nello Spirito. Si può offrire loro la possibilità, al tempo stesso, di felicità e quella della bellezza, non dovendo mai rassegnarsi a vivere senza la bellezza del cuore e senza la libertà: essi non potrebbero mai sopravvivere se queste cose non fossero servite complete ed intere, senza troncare alcun tralcio di questa vite. Li attende un duro lavoro e tanta ostinazione, l’ammirevole volontà di non separare né di escludere nulla di ciò che ha sempre riconciliato e riconcilierà il cuore degli uomini con le primavere del mondo. Siano come le gocce di pioggia che unite fanno un piccolo ruscello, molte gocce fanno un torrente, molti torrenti fanno un possente fiume che abbatte tutte le dighe. Noi siamo le prime gocce. Redrage
Sono cresciuto accanto al mare e la povertà che ho visto mi è stata fastosa, poi ho perduto il mare, tutti i lussi mi sono sembrati grigi, la miseria intollerabile. Da allora aspetto. Aspetto le navi del ritorno, la casa delle acque, il giorno limpido. Paziento, cerco con tutte le forze di essere gentile. Mi si vede passare per belle strade dotte, ammiro i paesaggi, applaudo come tutti, porgo la mano, non sono io che parlo. Mi lodano, sto un po’ sovrappensiero, mi offendono, mi stupisco un poco. Poi dimentico e sorrido a chi mi oltraggia, oppure saluto chi amo. Che posso farci se ho memoria solo per un’immagine. Chi sono? “Niente ancora,niente…”Così io che non possiedo nulla, che ho donato la mia fortuna, che sto accampato vicino a tutte le mie case, sono tuttavia soddisfatto quando voglio, la disperazione non mi conosce. Non c’è patria per il disperato ed io so che il mare mi precede e mi segue, ho una follia sempre pronta. Coloro che si amano e sono separati possono vivere nel dolore, ma non è disperazione: essi sanno che l’amore esiste. Ecco perché io soffro dell’esilio con occhi asciutti. Aspetto ancora. Verrà un giorno finalmente…Parla mio fratello: "Finalmente un mattino gettiamo l’ancora in una baia piena di uno strano silenzio. Soli nel cielo alcuni uccelli marini, raggiungiamo a nuoto una spiaggia deserta. Rimane soltanto per me uno spazio dove giacere, spuma di spiaggia tiepida. Cosa mi dice l’onda? Se dovessi morire, circondato da fredde città, ignorato dal mondo, rinnegato dai miei, stremato dalle forze, insomma, all’ultimo momento il mare riempirebbe la mia cella per aiutarmi a morire senza odio: ho avuto l’impressione di poter vivere quegli ultimi istanti minacciato nel cuore di una felicità da re". 