Sapersi riconoscere nel tutto. Fratellanza e Rispetto.
Tu sei Watanka ed hai grandi mani, hai dita grosse che schiacciano la vernice di mescolati colori; hai appena consegnato a washichu la tua sfida. Cerco di fare la mia parte e mi consacro nel mio piccolo come un libro in mezzo a tanti altri nello scaffale. Qualche volta so. Qualche volta mi alzo. Qualche volta ricado. Qualche volta vivo. Qualche volta cammino. Qualche volta non parlo. Cerco me stesso, Watanka. Qui su, tra i rami del mio albero mai più grimaldelli sulla mia testa. Vendo storie autorizzate, le invento per tutti i miei amici, i loro occhi sono abituati alla strada, ai marciapiedi, agli spazi aperti. Qui così in alto inizio a sciogliermi, qui così in alto inizio a graffiare il cielo; mi trovo così in alto che mi basta appena un respiro, un respiro profondo sta dentro il mio petto, con innocenza. Mi ricordo quando ho giurato che avrei gettato via tutto…Diciamo che la conoscenza è un albero che sta salendo su di me…sono così leggero che il vento mi scuote, sono così leggero che graffio il cielo, sono così leggero che tengo appena un respiro. Ritorno nel mio nido e dormo, qui su i rami si potrebbero spezzare, qui su graffio il cielo ed i miei occhi sono spogli, entrambi completamente aperti, essi hanno avuto una visione: mi sembra di riconoscere un uomo, il cui viso sembra tirato e teso come se stesse guidando una motocicletta, attraverso il vento, più forte, più veloce. Redrage
Aggrappata al filo delle correnti esse ti trascineranno, ti condurranno verso...Tu sai che qualcosa…qualcuno è rimasto e che a tutti è permesso sognare, la prossima volta… Oh sì la prossima volta che ci toccheremo sta giungendo… Non devono allontanare le terre e gli uomini tra di loro con oceani di odio. Altrove le onde dondolano i tuoi pensieri, stringi forte il bordo della tua barca...Il mare si alzerà...Ti attendo sulla spiaggia...Io ci sarò! Io ci sarò ancora una volta...Oh lei cammina lentamente, attraverso un giovane cuore. Mi ha detto: “Sono pronta...Non riesco a ricordare nulla eccetto lo sguardo, lo sguardo del timoniere. Oh, tu sai per quanto? Una infinità di tempo, ora non riesco a vedere più nulla…sono ancora viva! Oh, sì... oh, sì... C'è qualcosa che non va?” Mi chiese. “Beh, certo che c'è qualcosa che non va. Sei ancora viva!” le risposi. “Ah, non merito di esserlo? E' questa la domanda? E se è così...chi vuole rispondere?, chi può rispondere?Io sono ancora viva. Oh, sì... oh, sì...!” Noi siamo ancora vivi! Ed io so che lei vive e che mi ama ancora oggi , tuttora non riesco a ricordare, a capire quando e come tutti i Cortez hanno smarrito la loro strada. Redrage
Mi lascio scivolare senza peso attraverso una terra sconosciuta, non ponendo freni né spinta, sicuro però che sto facendo la cosa per me più giusta. Credo che se non pongo forza in nessuna direzione, è più facile che ciò che mi sta attirando mi porti a sé, in fondo nella vita si fa parte di qualche piccolo sistema solare fatto di regole di attrazioni e di forze gravitazionali, che fanno dell’ esistenza, un’orbita in equilibrio con tutto ciò che, vicino o lontano, ci mette in continuo rapporto. Queste orbite sono complicatissime, perché molti sono i fattori che competono: alcune attrazioni sono potenti, ma talmente lontane da essere solo una vaga sensazione, alcune sono talmente vicine da sembrare forti, ma in realtà sono solo “routine”. Bisognerebbe rompere coscientemente la propria orbita, per lasciarsi attrarre da quelle forze così intense, ma lontane che per sentirle bisogna concentrarsi come in una musica si distingue il suono di uno strumento di volume basso. Cosa penso della creazione? E’ una necessità, credo involontaria, è come dare un senso alla vita, è come creare il proprio alimento per poi mangiarlo…è questo! Creazione è un terreno dove potersi confrontare. Il confronto nella creazione è uno degli atti più belli che questo mondo ci concede: l’essere disposto a fondersi ed ad ascoltare le idee degli altri, a cambiare la direzione accogliendo il rapporto di qualcuno che stimo ed immaginando che il futuro gli darà ragione, anche se sul momento mi risulta difficile seguire la sua idea, quando questo è vissuto da più persone simultaneamente: il risultato è incredibile, non siamo il creatore , ma solo il mezzo per cui qualcosa nasce, qualcosa che ci passa attraverso, penso che il primo compito sia di proteggerla ed accompagnarla senza farsi tentare da espressioni individuali. La prima cosa che mi viene da pensare è: cosa succederebbe se nel mondo si ritenesse l’umanità come un progetto in evoluzione? E se tutti si sentissero dei "mezzi"? Pensare alla propria singola crescita, non sarebbe logico se non all’interno di questo progetto più ampio. La creazione non può esistere se non s'impara ad amare, essa per me è un viaggio che mi dà speranza e lasciando che scorra ogni cosa impariamo a fidarci senza per forza controllare le regole dell'armonia naturale della Terra.

Non credo nei miracoli, credo però negli ostacoli, che possiamo essere tutti più forti e deboli ed umili, che abbiamo tutti dei problemi, sì, ma è nell’intensità e nel modo di affrontarli che si misurerà il nostro valore. Ci dicono di non credere all’amore che è un’illusione e che ha perso le proprie qualità a causa delle paure erte tra barricate ed insicurezze. Certi acculturati ci hanno tolto la grande forza dei significati i quali risiedono nella semplicità dei pensieri e delle azioni, bisogna quindi rimanere uniti senza mai mollare, in questo sta il motivo della forza per mezzo di cui si esce dall’egoismo, per darci una speranza di salvezza. Le regole danno stabilità, le eccezioni garantiscono ad ognuno libertà ed equilibrio. Gli affari personali, la tornacontocrazia hanno demolito ogni valore umano uccidendo l’autenticità di ogni progetto, lo slancio dei sentimenti rallentando la salvezza dello Spirito. Credo nella fantasia delle persone e che ognuno di noi ha degli scopi nella vita , se quelli però possono cambiare da individuo ad individuo, rimane importante la strada che si percorre per giungere ad essi. Anche se ci perderemo di vista ci ritroveremo tutti a lottare per la stessa cosa, uniti, più forti che mai ; senza mai mollare continueremo a guardare il film della nostra vita che a volte ci turberà, avremo gli occhi lucidi e sorrideremo mentre accarezzeremo questa grande emozione.
Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all'odio e all'ignoranza
preferirono la morte. F. De Andrè