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Utente: Redrage
Scrivo perché ho memoria e la coltivo scrivendo della mia gente, degli abitanti emarginati dei mie mondi emarginati, delle mie utopie derise, dei miei gloriosi compagni e compagne che, sconfitti in mille battaglie, continuano a preparare i prossimi combattimenti senza paura delle sconfitte.

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sabato, 17 maggio 2008

Ancora vivi

orbite Aggrappata al filo delle correnti esse ti trascineranno, ti condurranno verso...Tu sai che qualcosa…qualcuno è rimasto  e che a tutti  è permesso sognare, la prossima volta… Oh sì  la prossima volta che ci toccheremo sta giungendo… Non devono allontanare le terre e gli uomini tra di loro con oceani di odio.  Altrove le onde dondolano i tuoi pensieri, stringi forte il bordo della tua barca...Il mare si alzerà...Ti attendo sulla spiaggia...Io ci sarò! Io ci sarò ancora una volta...Oh lei cammina lentamente, attraverso un giovane cuore.  Mi ha detto:  “Sono pronta...Non riesco a ricordare nulla eccetto lo sguardo, lo sguardo del timoniere. Oh, tu sai per quanto? Una infinità di tempo, ora non riesco a vedere più nulla…sono ancora viva! Oh, sì... oh, sì... C'è qualcosa che non va?” Mi chiese. “Beh, certo che c'è qualcosa che non va. Sei ancora viva!” le risposi. “Ah, non merito di esserlo? E' questa la domanda? E se è così...chi vuole rispondere?, chi può rispondere?Io sono ancora viva. Oh, sì... oh, sì...!” Noi siamo ancora vivi!   Ed io so che lei vive e che mi ama ancora oggi , tuttora non riesco a ricordare, a capire quando e come  tutti i Cortez hanno  smarrito la loro strada.   Redrage 

postato da: Redrage alle ore 19:09 | link | commenti (3)
categorie: migranti
venerdì, 16 novembre 2007

Danza Shiaman

shiaman

Danza Redrage, con la stessa grazia di una lacrima che sospesa,  scende per ritrovarsi appesa, in viso al mondo. Danza Redrage, mentre attendo la pioggia, ogni volta che guardo tra gli astri.... in aspettativa di grandi speranze. La Speranza di poter, ancora una volta, sentire  il Tuo richiamo appoggiarsi lieve e mescolarsi col gusto dell'attesa. La Speranza di "Piccole mani" che stringe le mie, e ad esse si aggrappa scansando le onde del naufragio, provo la stessa Speranza di "Uomo ombra" riflessa su di me. Tento  di spiegarmi  perché, ogni volta, sento un'intensità sempre maggiore: al levare della tempesta, un albero maestoso tende a spezzarsi, mentre quello più minuto e flessibile si appoggia al vento lasciandosi infine cullare dall'acqua a passi di danza. Potrei spezzarmi, ma la tua ombra danzante mi sostiene come se  avesse preso il mio corpo tra le dita: una farfalla che galleggia nell'aria... chiunque dovrebbe provarlo almeno una volta!...anche quando non si è sicuri di potersi fidare. Cerco  di afferrare tutto quel che provo emotivamente tra le dune dell’eremitaggio, e la speranza dell’approdo, sprofondato nel Golgota dei crocifissi. Comunque vada Redrage...il mio affanno si è già perso  nel tuo respiro... nel vento... nel sole ed in tutto quello che può stare dentro alla nostra volontà di volar via liberi, come rondini.  Ora come un pazzo cerco nella notte il giorno, certo che tra poco ritroverò Te durante un volo senza vento, dentro una stanza nota.

tuo fratello
postato da: Redrage alle ore 13:37 | link |
categorie: migranti
giovedì, 30 agosto 2007

un cammino da tracciare

un cammino da tracciare

Edipo deve aprire gli occhi, e sfidare quel fato, perché troppo spesso il fato è invocato a coprire responsabilità. E la responsabilità più grande è quella in cui tutti siamo coinvolti. Perchè è il sistema tutto intero, che esige, come un moloc, sacrifici umani, altre vittime innocenti. E le vittime innocenti non sono martiri, come ha detto qualcuno, qualche tempo fa, facendo intendere invano di non capire che cosa gli stesse uscendo dalla bocca.

Noi sbandati, noi disertori che sosteniamo la terra,

miscredenti d’immensa fede, noi che spalanchiamo il cielo,

apriamo il cuore in un faccia a faccia improvviso con la libertà,

sorprenderà i guardiani come dare loro un’altra identità:

“Fratello  prenditi il tuo tempo per respirare”.

Da una vetta all’altra del crinale della spiaggia, una moltitudine in alto mare, fuoco sulla Montagna:

 “Compagni è ora d’andare via, c’è tutta una strada da far conoscere ,

un altro cammino per gli altri da tracciare”.

postato da: Redrage alle ore 18:24 | link |
categorie: migranti
sabato, 25 agosto 2007

COLORI

veritàI migranti sono colorati e non sono uccelli. I migranti viaggiano e non sono liberi. I migranti esistono anche se  spariscono tra le onde prima di arrivare nella menzogna e nell’oblio.  Sanno quando vanno, non di tornare. Ti chiedono sempre: “Da dove?  Da dove vieni?” - Loro sanno quanto è importante: “Sud, Italia del Sud”, tra l’orgoglio e la giustificazione. Sorrisone. Sono sempre alla ricerca di un’appartenenza. Anche labile. E Sud lo è. Sono qui ma non ci sono per nessuno. Sono qui perché non possono stare lì. E qui ti raccontano, ti cantano, ti fanno vedere il loro lì.  A gesti e con gli occhi lo riproducono come una nuova scoperta, radici di un Paradiso perduto, ricordi di corpi e menti.

Redrage

postato da: Redrage alle ore 18:26 | link |
categorie: migranti