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Utente: Redrage
Scrivo perché ho memoria e la coltivo scrivendo della mia gente, degli abitanti emarginati dei mie mondi emarginati, delle mie utopie derise, dei miei gloriosi compagni e compagne che, sconfitti in mille battaglie, continuano a preparare i prossimi combattimenti senza paura delle sconfitte.

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mercoledì, 06 febbraio 2008

Alle urne!

levatevi di tornoSon sordo ai sordidi grugniti di democratiche ipocrisie, ai guaiti di masse addestrate alle bugie, ai belati degli imbelli rassegnati ai nuovi boia, io rispondo: “Son sordo! …Son sordo al trionfo dei mediocri, al ghignare dei potenti, al disastro intellettuale di “tutti questi mancati geni”! Io rispondo “son sordo” a pentiti e a latitanti, io rispondo “son sordo” adesso che so la storia di ognuno. Alle narcolitanie che ci spaccia il Vaticano, al bofonchiare mistico, ai profeti del digiuno, ai pacifici starnazzi garantisti e senza sorte, ai singhiozzi di paura per i barbari alle porte. Tutti i sordi son cattivi e non sentono ragioni quando trattano coi servi che si sentono padroni,  in un mondo che ha cambiato chi diceva di cambiare  il potere. Si avvicina il tempo delle ingiurie, orrori e rimorsi. Son sordo alla politica, ai suoi luridi discorsi, e detesto chi non vuole mai vedere e mai svegliarsi per difendere il proprio cervello. Son sordo a questi ciechi che difendono lo stato, son sordo ai visionari che lo vogliono castrato, lo stato è come un medico che non capisce niente, che vende care le speranze. E se non basta più il coraggio di un pensiero bello e forte, mi serve l’audacia della pazzia. E se non l’hai capito ancora,  ‘sta musica è cambiata. Un’assurda fantasia sta invadendo la  vita. Guarda controluce questa immagine per gli altri tremenda, ma non per me: io non appartengo a nessuno.                 Redrage
postato da: Redrage alle ore 20:29 | link | commenti (1)
categorie: nativi
mercoledì, 12 dicembre 2007

Uomini blu

john_trudell                                                                                                                     John Trudell

Vedo la società tecnologica  che vi divora sotto i vostri occhi,  sento le vostre urla angosciate  che esaltano l’avidità attraverso l’alibi del progresso e  mentre cercate degli anticipi materiali  giunge il suono dei fiori: essi muoiono ed  il vento ci  porta messaggi chiari ed inequivocabili. Non dobbiamo farci confondere e ingannare dalla comune illusione. Non esiste una cosa come il potere militare; esiste solo terrorismo militare. Non esiste una cosa come il potere economico; esiste solo sfruttamento economico...Non esiste una cosa come il potere politico; esistono solo  affari trasversali di una oligarchia. Cercano di programmare le nostre menti e di ingannarci con queste illusioni per farci credere che sono loro ad averlo saldamente in mano, ma non è così! Ci fanno combattere la guerra del ricco,  calpestare  strade industriali, ai bimbi insegnano i confini di classe, del censo: parla il denaro che trasforma la lingua  in pezzi di carta,  parla la guerra del ricco.  La società dell’uomo libero è scambiata come furiosa  insicurezza violenta. I pensieri dei sogni non sono in realtà sogni,  sfuggendo il nulla nulla sfugge,  assassinando i miti si  minano le stesse realtà si nutrono le anime di agitazioni,  l’alterazione scorre  erodendo  cuori  consunti  marchiati in prigioni  di paranoiche immaginazioni e di dubbio…  penso al vuoto che esiste tra la libertà e l’essere libero  affrontando una  realtà troppo innaturale,  ho bisogno di vedere, ho bisogno di essere un  fuoco d’erba che,  affogando le proprie melanconie, sostenga giorni buoni e giorni brutti  con il  tutto o il  niente da perdere  mentre, incanto, il sole  tramonta e  non si posa mai  e la notte non ha limiti.                      Redrage

postato da: Redrage alle ore 17:22 | link |
categorie: nativi
lunedì, 03 dicembre 2007

Wakpa

bisonte sacroSi son presi il nostro cuore sotto una coperta scura, sotto una luna morta, il sonno dei piccoli: noi dormivamo senza paura …  ci prendemmo  per mano andando insieme incontro alla notte... all’alba di quel mattino una nuvola rossa si alzò lontano: polvere di cavalli, luccichio scintillante di spade e bottoni, come ad una parata, come inesorabile commiato alla vita. Il sole brillava di luce non vera... tutto sembrava arrivare dal tetro contorno delle torri di fumo acre e denso...nel letto secco del “Sand Creek”  caddero sotto lo scintillio delle sciabole centocinque inermi, sotto i colpi delle canne tonanti degli washichu: sommessi pianti wayaka per non farci sentire,  piano di anime assenti, in ricordo di dei e miti, non distinguendo più realtà da incubo, onore da orrore. Ci avevano dato  terre, promesse da chi non le mantiene. ”Pentola Nera”, accanto al suo tepee  senza scettro senza trono, sotto l’inganno di una bandiera estranea, gridava tutti a raccolta: erano rimasti  mutilati,  scalpati, trafitti, rifiutati. A chi fu concesso di vivere uccisero il grano ed i frutti della terra, le cariche dei bisonti, i colori della pianura fin dove essa si perde, le voci colorate dagli affetti, il verde degli alberi, la pioggia,  il ritmo delle stagioni. Qualcuno per scherno aveva pensato di cambiare le carni Lakota in nuovo letto di ossa per il fiume “Sand Creek”.  Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura, sotto una luna morta, si son presi il sonno dei piccoli: noi vivevamo senza paura …  ci prendemmo  per mano andando insieme incontro alla morte.                             Redrage.  Southern Spirit.  Native
postato da: Redrage alle ore 19:09 | link |
categorie: nativi